EOS R: mirrorless full-frame di casa Canon

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A 31 anni dal lancio del sistema EOS nel 1987 con la prima Canon EOS 650, parte una nuova rivoluzione per Canon con il nuovo sistema Canon EOS R.

Il diametro del bocchettone rimane lo stesso del sistema EOS, già molto largo, e il nuovo innesto RF ha quindi un diametro di 54mm (la nikon appena lanciata è passata dai 44mm dell’innesto precedente ai 55mm del sistema Z). Il tiraggio è di circa 20mm. Canon ha rinnovato anche il sistema di comunicazione corpo/ottica, con ben 12 pin, che dovrebbero permettere anche una stabilizzazione più veloce ed efficace. Il nuovo sistema di comunicazione permette di disporre di un autofocus più rapido, con comunicazioni che Canon afferma essere 40 volte più veloci rispetto a quanto attualmente possibile su una 5D Mark IV.

Chi ha già un nutrito corredo di lenti EF o EF-S non ha di che preoccuparsi, in quanto il nuovo innesto RF è pienamente compatibile con le ottiche attuali tramite un apposito adattatore. Perché non utilizzare il già collaudato EF-M presenti sulle mirrorless EOS-M, quindi? Il suo diametro di 47mm avrebbe sì potuto adattarsi ad un sensore full frame, ma con qualche problema in più sul fronte ottico che, ad esempio, non avrebbe consentito di realizzare fin da subito un’ottica come l’obiettivo RF 28-70mm f/2.0 USM presentato assieme alla EOS R. Non è l’unica lente, e ce ne sono altre tre: due fissi 35mm f/1.8 (macro, con ingrandimento 1:2 ) e 50mm f/1.2 e uno zoom 24-105mm f/4.

Se volessimo sintetizzare il DNA della nuova Canon EOS R potremmo azzardarci a chiamarla “una 5D Mark IV ma senza specchio”, che però all’interno racchiude un nuovo processore DIGIC 8 con tecnologia dual pixel autofocus (già incontrata su Canon EOS 5D mk IV, 70D, 80D e 6D mk II). Anche il sensore, pur derivato dalla 5D Mk IV, è nuovo ed offre 30,3 megapixel e ben 5655 punti AF selezionabili su singolo punto, che rappresentano una vera primizia per la categoria grazie anche alla possibilità di funzionare fino a F11 e -6EV. Sempre per quanto riguarda l’autofocus si segnala la presenza della funzionalità touch & drag per mettere a fuoco toccando direttamente il display e la modalità “Eye Detect AF” che promette grande precisione anche grazie all’alto numero di punti AF.

Sul fronte della stabilizzazione c’è una bella novità e si chiama “Dual Sensing IS”: le meccaniche per la compensazione del movimento rimangono nelle ottiche (nessuna stabilizzazione del sensore, quindi), ma la possibilità di sfruttare i dati ricavati dal giroscopio interno alla macchina promettono di poter “fermare la mano” fino a 5 stop.

Per quanto riguarda l’ergonomia ci sono un po’ di cose da raccontare. Si parte innanzitutto da una nuova ghiera presente sulle ottiche (e disponibile anche su una versione dell’adattatore per gli obiettivi EF ed EF-S) la cui funzione può essere personalizzata dall’utente ma che di default è assegnata alla scelta della sensibilità ISO. Sul retro della macchina a destra del mirino e a portata di pollice c’è una piccola touchbar multifunzione anch’essa programmabile e che può essere utilizzata come ulteriore comando o selettore aggiuntivo.

Non è avara di display la nuova mirrorless Canon: oltre al mirino OLED da 3,96 milioni di punti (con eyepoint da 23mm e regolazione delle diottrie) e all’LCD orientabile anche in avanti e, come già accennato, sensibile al tocco, troviamo anche un piccolo display OLED monocromatico sulla spalla destra, che riassume i dati di scatto.

Parlando del comparto video, la nuova Canon EOS R è capace di registrare clip in 4K a 30p, con Canon Log da 12 stop a 400 ISO. Se collegata tramite HDMI è possibile registrare a 10 bit. Tra le funzionalità che possiamo trovare a bordo c’è la modalità Focus Guide (introdotta sulle cineprese Cinema EOS) e l’utilissima modalità Focus Peaking. I video 4K hanno lo stesso ritaglio di 5D mk IV, e campionamento 4:2:2 su HDMI.

Veniamo alle accortezze costruttive: il corpo è in lega di magnesio ed è provvisto di guarnizioni per proteggere la nuova macchina fotografica dagli agenti atmosferici. E’ interessante inoltre il meccanismo che prevede la chiusura automatica dell’otturatore al cambio dell’ottica, così da prevenire l’ingresso di corpi estranei come pulviscolo o peggio nella zona del sensore. E’ presente un solo slot per le schede di memoria SD UHS-II e la Canon EOS R offre infine connettività Wi-Fi e Bluetooth. Il peso del solo corpo macchina è di 480 grammi, laddove una Canon EOS 5D mk IV spinge l’ago della bilancia più in là di 200 grammi.

Si tratta di un primissimo contatto, quindi rimandiamo i giudizi dopo qualche prova sul campo e le consuete analisi di laboratorio, ma intanto possiamo dire che la casa bianco-rossa ci è parsa più coraggiosa rispetto a Nikon nel proporre la sua prima interpretazione della rivoluzione full-frame mirrorless. EOS R è una fotocamera che vuole essere fin da subito una soluzione professionale, accompagnata da ottiche molto luminose, che addirittura paiono molto più interessanti di alcune ottiche reflex e probabilmente con un quid in più rispetto alle attuali proposte Nikon Z. Dubbi? Il sensore non è al momento stabilizzato (anche se la tecnologia Dual IS promette miracoli) e lo slot di memoria è singolo.

Certo, tutta questa ambizione si paga davvero cara: il solo corpo macchina verrà commercializzato a partire dal 9 ottobre al prezzo di 2629,00 Euro IVA inclusa e dallo stesso giorno sarà possibile acquistare anche l’obiettivo RF 24-105mm f/4L IS USM al prezzo di 1259,00 Euro. Per l’obiettivo RF 50mm f/1,2L USM bisognerà aspettare novembre e mettere da parte una cifra identica a quella del corpo macchina, ovvero 2629,00 Euro. Da fine dicembre saranno invece disponibili le lenti 28-70mm f/2L USM a 3429,00 Euro e 35mm f/1.8 IS Macro STM a 579,00 Euro. Gli adattatori per gli obiettivi EF ed EF-S saranno anch’essi disponibili dal 9 ottobre (ad eccezione della versione con filtri drop-in, disponibile da dicembre) a partire da 129,00 Euro e nello stesso giorno si potrà acquistare anche il battery grip BG-E22 per 319,00 Euro.

 

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