Il Filmmaker

Il cinema è una delle più alte forme di intrattenimento e cultura.

È la settima arte che ispira, informa, commuove e diverte.

Il cinema è anche memoria e storia, è un fiume di parole e immagini che scorrono lasciando sempre e comunque una traccia.

Ma il cinema è anche un mondo che dà lavoro a tantissime persone. Sono molte le aziende, i professionisti, le istituzioni, gli appassionati e i cultori che ruotano intorno a quella che qualcuno chiama industria cinematografica.

E sono anche molte le forme che ogni volta questa industria prende, a seconda di quanto si produce.

Può nascere il cortometraggio e il lungometraggio. Ci sono festival dedicati in Italia e nel Mondo. Ci sono produzioni nazionali e internazionali. Ci sono coproduzioni e il cinema indipendente. Ci sono i professionisti del cinema e gli artigiani del cinema, ma anche chi si arrangia come può per dar vita ad una propria creazione, come un disegno a mano libera, un dipinto senza essere pittore.

Nel cinema anche questo si può, perché all’arte non si possono mettere confini.

Eppure, una cosa che va difesa, è la qualità garantita da chi a quest’arte ha dedicato la propria vita, se stesso, le proprie competenze e professione. Tutti possono fare cinema, ma non tutti lo sanno fare!

Ogni anno in Italia nascono nuovi professionisti che iniziano a lavorare nel campo dei mass-media.

E quando si parla di filmmaking e filmmaker, oltre a parlare di cinema, si ha l’obbligo di citare anche la televisione, e perché no, anche il web. Va però fatta una distinzione, e questo perché bisogna definire e circoscrivere l’argomento filmmaking.

Fare il filmmaker per il cinema è diverso che farlo per la TV, ed è ancora diverso farlo per il WEB.

È una diversità che non riguarda solo il linguaggio e lo stile, ma il modo di lavorare.

Una delle difficoltà che incontrano i filmmakers è la instabile continuità nel lavoro. Infatti, lavorare in modo costante non è semplice perché di fatto vieni chiamato per realizzare un lavoro, anzi vieni scelto per realizzare quel lavoro per cui ti reputano il professionista più adatto.

Insomma, ti viene commissionata la realizzazione di un prodotto, e potrebbero chiamare tanto te quanto un altro, quindi è difficile garantirsi una stabilità lavorativa. Inoltre le produzioni, sia cinematografiche, sia televisive, sia pubblicitarie, sia web, durano sempre per un periodo ben definito e spesso breve.

Quando la produzione del film, del programma TV o d’altro finisce, tu di fatto torni ad essere “libero”, e non a caso sei un free-lance, un libero professionista. Chi non è pronto a vivere questo status, molto probabilmente non si sentirà free-lance, ma periodicamente disoccupato, e non è piacevole… La passione però, riesce a farti superare questa e altre tantissime sfide. La prima sfida, e la più importante da vincere, è quella con te stesso: devi credere nel tuo talento.

Il talento infatti va oltre la tecnica, ma la tecnica è al servizio dell’arte.

Una cosa che ritengo importante oltre al talento è la capacità di far emergere il proprio stile. Distinguersi è sempre una sfida, ma se la vinci sarai inconfondibile. Ma mentre talento e stile sono qualità personali, ci sono capacità professionali che ogni filmmaker deve possedere.

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