Mario Perrone

Ideatore e titolare di FVproductions

La nuova fotocamera tedesca è stata completamente riprogettata e ora punta anche sui video

È stata partorita con calma, senza fretta, senza seguire necessariamente le mode, senza lasciarsi troppo condizionare dalle pressioni del mercato. La nuova ammiraglia di Leica ha voluto prendere le distanze dalla concorrenza e dal passato con un pizzico di snobberia, quella che senza dubbio può vantare il marchio tedesco.

L’abbiamo avuta per le mani per poco, giusto il tempo di capire meglio le specifiche tecniche e assaggiare le virtù della SL2, ma sufficientemente per avanzare un giudizio provvisorio. La nuova full frame “made in Europe” ha tutte le carte in regola per conquistare la vetta delle fotocamere destinate ai professionisti, ma può anche tentare di sedurre gli appassionati più motivati che desiderano fare un definitivo salto di qualità.

Ha un’altra virtù, non secondaria. La Leica SL2 è infatti nativamente pensata anche per le produzioni video, che vanno oltre al mondo dei creator digitali strizzando invece l’occhio alla cinematografia indipendente. Insomma, uno strumento versatile e completo per chi vuole lavorare con l’imaging senza rinunciare a nulla.

I motivi d’orgoglio di questa mirrorless sono diversi, il più tangibile è il sensore cmos da 47 megapixel che assicura una gamma cromatica davvero estesa con una profondità di colore da 14 bit per canale RGB e una sensibilità fino a 50 mila ISO. A elaborare l’immagini ci pensa invece il nuovo processore Maestro III tra i più veloci sul mercato.

Il chip consente infatti scatti continui in piena risoluzione a 10 fotogrammi al secondo con l’otturatore meccanico sul piano focale e a 20 fotogrammi al secondo con l’otturatore elettronico. Velocissima e precisa è anche la messa a fuoco che permette di passare dinamicamente dal tracking degli occhi a quello del volto e a quello del corpo in modo automatico. Il risultato è che il soggetto continua a rimanere a fuoco sempre anche se si gira di spalle. Non solo, ma il sistema AF della SL2 rileva dinamicamente se un soggetto è fermo o si muove, commutando la modalità di rilevamento più opportuna.

Tra i plus merita una menzione anche la stabilizzazione d’immagine. Il nuovo sensore flottante incorporato nella fotocamera rende disponibile la stabilizzazione anche con gli obiettivi che non sono equipaggiati di un proprio sistema di questo tipo. E non è una cosa da poco, specialmente per chi vuole giustamente usare il proprio parco ottiche pregresso. La stabilizzazione è sui 5 assi e fino a 5,5 stop.

Inoltre, in modalità multishot, la fotocamera montata su treppiede può registrare fino a otto fotogrammi consecutivi, dove il sensore viene spostato con incrementi di mezzo pixel tra le diverse esposizioni. Questa importante funzionalità permette di quadruplicare la risoluzione fino a circa 187 megapixel. Le foto giganti d’altra parte stanno diventando un trend di mercato trasversale come dimostra il recente lancio dello smartphone Mi Note 10 di Xiaomi.

E ora veniamo alle virtù cinematografiche. L’azienda tedesca ha infatti equipaggiato la SL2 con una specifica modalità Cine che trasforma la camera in una vera e propria macchina da presa a controllo manuale, dove gli ISO diventano ASA, ovvero il tempo di posa viene riportato in gradi sull’otturatore a disco rotante e i valori F che indicano il rapporto di apertura vengono sostituiti dai parametri T, che misurano l’effettiva quantità di luce trasmessa attraverso l’obiettivo. Questo significa che grazie anche alla possibilità di registrare in 4K a 60 fotogrammi al secondo, la camera può essere integrata facilmente nelle produzioni cine-televisive.

Tra i miglioramenti più tangibili rispetto al modello precedente del 2015, la nuova SL monta ora un mirino elettronico da 5,76 megapixel di elevata qualità, affiancato a un pannello led retroilluminato con controllo tattile. Il design è stato ripulito lasciando pochissimi pulsanti e un solo joystick per accedere ai comandi del menu ma nessun compromesso è stato fatto sulla solidità assicurata da un corpo macchia interamente realizzato in alluminio.

La SL2 parte quindi con un equipaggiamento di serie di tutto rispetto, ma come è tradizione di Leica, fornirà nuove funzioni attraverso gli aggiornamenti del firmware per adeguare la fotocamera ai canoni futuri. Il prezzo è selettivo ma non così eccessivo per essere una Leica: il corpo macchina costa 6100 euro. È una spesa importante però consente di accedere chiaramente a una fuoriclasse.

 

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