Sony A6300

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Sony A6300 nasce dalla necessità di fornire agli utenti un dispositivo compatto, leggero, ergonomico e allo stesso tempo prestante. Non si può fare a meno di riflettere sul reale rapporto qualità-prezzo che, in questo caso, sembra assolutamente perfetto.

Partendo con la nostra analisi dalla parte frontale, troviamo un design estremamente minimale che mostra soltanto la denominazione modello (per la serie), la luce di messa a fuoco, un piccolo sensore IR proprio a monte dell’impugnatura e il classico bottone di sgancio dell’ottica. Contando che il kit base è un bundle con l’ottica Zeiss 16-70 f/4, guardando frontalmente la fotocamera fare te fatica a vedere il design in quanto l’ottica occuperà gran parte della visuale. Sul lato sinistro rispetto all’ottica (destro rispetto al display posteriore) troviamo esclusivamente il logo che ci ricorda la presenza del chip NFC per lo scambio rapido di contenuti con altri dispositivi. Nel lato opposto invece sono presenti tutti i vari connettori input / output; Troviamo una porta “multi”, cioè una Micro USB in grado di ricaricare la fotocamera (anche tramite batteria esterna), offrire controlli da dispositivi esterni e permettere la connessione con il PC per lo scambio di contenuti, una porta micro HDMI per l’output video e un jack d’ingresso per il microfono, manna dal cielo per i videomaker. Purtroppo manca la porta per le cuffie, dettaglio che sarebbe stato molto gradito proprio per le grandi potenzialità video del prodotto. Guardando bene questo lato della fotocamera troviamo anche tre piccoli buchi che segnalano la presenza dello speaker, di una qualità buona, e il logo del WiFi.

Continuando, nella parte superiore possiamo notare un design rimasto estremamente minimale come davanti, mirato a non confondere troppo l’utente, idea che ci piace e allo stesso tempo un po’ dispiace: a chi non piace vedere il giusto connubio tra ghiere e bellezza estetica? Certo, non parliamo di una postazione di guida di un aereo ma nemmeno di una tavola da surf. La scritta “4K” ci ricorda una delle più grandi novità di questo modello, seguita subito dalla slitta Hotshoe con cui possiamo utilizzare flash e vari accessori esterni. Proseguendo troviamo il piccolo ma generoso flash, la ghiera dei programmi, una ghiera secondaria per regolare il diaframma, lo switch d’accensione con il tasto di scatto al centro e un tasto programmabile (C1).

Passando al lato posteriore troviamo il generoso display LCD da 3″ con possibilità di inclinazione a 45 e 90° (utile per i video in posizioni scomode), il mirino EVF OLED da 2.36 milioni di punti (comprensivo di sensore di prossimità), il tasto di sgancio rapido del flash, i vari tasti per entrare nel menu o regolare le impostazioni del display, una ghiera secondaria per regolare il tempo di esposizione (o il diaframma, a seconda della vostra configurazione) e due tasti funzione aggiuntivi e completamente programmabili. Non manca il tasto di registrazione video posto sul lato, sempre nella solita posizione scomoda divenuta ormai la preferita da Sony. Non è infatti la prima volta che troviamo il tasto di registrazione video ubicato in una zona difficilmente accessibile in maniera rapida. Il lato è infatti quello di solito preferito per l’impugnatura (il destro), pertanto è facile che la nostra mano copra completamente il tasto, rendendo difficile il rapido avvio della registrazione video. Questa problematica l’avevamo già evidenziata nelle altre fotocamere di Sony, speriamo che in futuro si rendano conto della difficoltà d’utilizzo. Diciamo che per risolvere questo problema sarebbe sufficiente anche un aggiornamento firmware che aggiunga la possibilità di impostare il tasto C1 come avvio di registrazione per i filmati. Data la vicinanza con il tasto di scatto, sarebbe certamente più comodo avviare la registrazione di un video in questo modo. La parte inferiore integra l’attacco a vite classico e lo slot per SD e batteria Sony NP-FW50 con autonomia di circa 400 scatti.

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