Sony ZV-1

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Dopo l’abbuffata dei primi anni duemila, il mercato delle fotocamere compatte ha subito una crescente pressione da parte degli smartphone, sempre più performanti dal punto di vista delle prestazioni fotografiche, arrivando praticamente al collasso. Poche sono le categorie che si sono salvate, grazie a i loro netti punti di differenziazione, ancora fuori dalla portata degli smartphone: compatte premium con sensore da un pollice, compatte a sensore di grandi dimensioni e ottica fissabridge superzoom e fotocamere rugged.

Nel primo segmento Sony la fa da padrone, con la sua fortunata e longeva famiglia Cyber-Shot RX100, arrivata alla sua settima (e ancora convincente) iterazione. La piccolina, per le sue caratteristiche di leggerezza, compattezza e prestazioni è anche molto utilizzata in ambito video, in tutte quelle situazioni in cui una mirrorless è troppo grande, ma serve anche più flessibilità, banalmente lo zoom, rispetto a una action camera. I Vlog e le recensioni on the go sono sicuramente due ambiti di utilizzo in cui una piccola compatta con ottica zoom e sensore da un pollice può giocare un ruolo importante, ma le varie RX100 non riescono a rispondere perfettamente alle esigenze di questo tipo di pubblico.

Sony ha quindi deciso di creare un nuovo prodotto ad hoc, partendo dalla solida base della famiglia RX100. I tecnici giapponesi hanno pescato specifiche tecniche dalle ultime tre generazioni, aggiunto alcune funzioni chiave e tirato fuori dal cilindro un prodotto decisamente riuscito, la nuova Sony ZV-1. Siamo di fronte a una evoluzione in chiave video di Sony RX100 V, con un ritorno quindi all’ottica 24-70mm equivalenti F1.8-2.8, dopo che le ultime due generazioni di RX100 VI e VII avevano invece preferito uno zoom più spinto – 24-200mm – a scapito di un po’ di apertura di diaframma – F2.8-4.5-. La ratio di questa scelta è la minore necessità della lunga escursione focale negli ambiti di utilizzo tipici di una Vlog Camera e, al contrario, la necessità di un obiettivo di elevata apertura di diaframma per poter sfruttare lo sfocato per isolare in modo più efficace il soggetto dallo sfondo.

Il sensore è il collaudato CMOS Exmor RS retroilluminato da 20,1 megapixel in una implementazione con 315 zone a rilevazione di fase sulla superficie, come accade su RX100 V, mentre RX100 XVII ne adotta 357. A livello di autofocus i tecnici giapponesi hanno però lavorato sugli algoritmi e ZV-1 stacca tempi di aggancio di 0,03 s, più veloci degli 0,05 s di RX100 V. Inoltre ZV-1 offre la comodissima funzione di messa a fuoco sull’occhio in modalità continua tracking anche durante la registrazione video, attiva sia per umani sia per animali.

La grande novità è il display orientabile vari-angle, molto più comodo in ambito video rispetto a quello orientabile solo verso l’alto e il basso, soprattutto quando utilizzato in modalità selfie girato in avanti. Piccola sottigliezza, ma molto utile nell’uso quotidiano la possibilità di accedere e spegnere la macchina semplicemente aprendo e chiudendo il display, in modo molto rapido e con la possibilità di ridurre al minimo lo spreco di batteria. L’autonomia è forse la nota più dolente della fotocamera, che se utilizzata per registrare video offre 45 minuti di tempo di durata della batteria. Si tratta comunque di un miglioramento di 5 e 10 minuti rispetto a RX100 VII e V. In ogni caso la fotocamera è utilizzabile anche quando alimentata con caricatore USB o powerbank. Sony offre tra gli accessori opzionali una caricabatterie che mentre ricarica un accumulatore offre anche un’uscita USB per alimentare la fotocamera.

I tecnici nipponici hanno posto grande attenzione anche al comparto audio, integrando un microfono a tripla capsula nella parte superiore, in asse con l’ottica. Il nuovo microfono offre prestazioni di rilievo sia nella separazione audio stereo, sia nella riduzione del rumore di fondo, funzione molto utile per i Vlog girati in contesti come le fiere. L’integrazione del microfono ha richiesto il sacrificio del mirino elettronico a scomparsa che caratterizza le ultime RX100, al suo posto la slitta flash, su cui può essere agganciato una copertura antivento pelosa (Dead Cat) per ridurre i fruscii indesiderati nelle riprese in esterna. L’eliminazione del mirino ha un effetto positivo sul prezzo finale della fotocamera, decisamente più accessibile rispetto alle ultime due RX100. Oltre al mirino è stato sacrificato anche il flash integrato.

La fotocamera offre anche un ingresso jack da 3,5mm per l’utilizzo di microfoni esterni: la ciliegina sulla torta sarebbe stata anche la presenza dell’uscita cuffie, ma purtroppo questa manca. Vicine al jack per le cuffie troviamo la porta multifunzione su MicroUSB e la presa microHDMI. Nel contesto di un pubblico moderno con apparecchiature di ultima generazione, forse una porta USB-C sarebbe stata meglio accolta.

Tutta l’interfaccia è studiata in funzione delle riprese video, con in bella vista nella calotta superiore il tasto di avvio della registrazione video, che impugnando la fotocamera orientata verso di sé con la mano sinistra si trova nella stessa posizione naturale di un pulsante di scatto, è il tasto C1 personalizzabile, di default assegnato alla funzione che massimizza lo sfocato. Sony sottolinea che la funzione non è quella software che troviamo su molti smartphone, ma il bokeh è ottenuto portando l’obiettivo all’apertura massima e sfruttando il sensore da 1 pollice. Si tratta quindi di un vero sfocato ottico. A questo proposito la macchina integra filtri ND per utilizzare la funzione anche in presenza di forte illuminazione ambientale. L’utilizzo è semplice, si preme il tasto e la fotocamera ottimizza tutti i parametri per poter utilizzare il diaframma più aperto possibile.

Anche la messa a fuoco è stata ottimizzata per i video selfie e per le presentazioni di prodotto. Oltre al tracciamento degli occhi, l’autofocus dispone anche della funzione che automaticamente porta il punto di messa a fuoco sull’oggetto più vicino quando esso viene posto davanti al volto, tipica situazione per chi, parlando di un prodotto lo porta vicino all’obiettivo per farne vedere i dettagli. La funzione, utilizzata per alcune videorecensioni editoriali, è davvero utile, funziona bene e offre un passaggio veloce, preciso, ma anche sufficientemente morbido tra il fuoco sul volto, quello sul prodotto e viceversa.

I formati video utilizzabili sono il 4K 30p/24p, Full HD 1080p fino a 120 fps e riprese slowmotion da 240, 480 e 960 fps. In ambito fotografico la raffica si spinge fino a 24 fotogrammi al secondo.

Con questa fotocamera acquista nuovo senso anche uno degli accessori che Sony aveva presentato assieme alle ultime RX100, Sony GP-VPT2BT Shooting Grip Bluetooth. Si tratta di una comoda impugnatura che replica i comandi principali tramite connessione Bluetooth e può essere utilizzata anche come comando remoto. Come potete anche vedere nel video l’impugnatura è ben studiata e tiene la fotocamera dritta sia in posizione treppiede, sia quando richiusa e impugnata in modo naturale con un certo grado di inclinazione. La replica dei comandi rende facile operare lo zoom anche quando la fotocamera è rivolta verso di sé.

Siamo di fronte a una compatta di fascia premium, con caratteristiche molto interessante, che sarà certamente bene accolta da tutti quelli che puntavano a una RX100 per girare video. Non solo infatti ha delle caratteristiche ottimizzate per videomaker, youtuber e vlogger, ma è in vendita a un prezzo inferiore alle ultime incarnazioni di RX100: Sony ZV-1 ha infatti un prezzo di listino di 800 €.

 

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