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Canon EOS C300 Mark III

1. Nuovo sensore CMOS 4K Super 35mm DGO

Una delle innovazioni principali apportate al modello Canon EOS C300 Mark III è la dimensione del sensore e la tecnologia al suo interno.

Il sensore presente in Canon EOS C300 Mark III condivide il formato cinematografico classico Super 35mm del modello precedente, ma riprogettato con una funzione innovativa chiamata Dual Gain Output.

Il sensore DGO è un nuovo sistema di imaging che offre una qualità dell’immagine estremamente pulita in condizioni di scarsa illuminazione e un’eccezionale capacità HDR.

Sul sensore DGO, ogni pixel legge l’immagine con due diversi livelli di guadagno, che saranno poi combinati per ottenere una singola immagine. La lettura a guadagno più alto è ottimizzata per catturare dettagli nitidi nelle aree più scure, mentre la lettura a guadagno più basso è ottimizzata per catturare i dettagli delle aree più luminose. Quando usate in combinazione, i dettagli nelle aree in ombra e in quelle illuminate vengono preservati e migliorati, rendendo possibile una gamma dinamica incredibilmente più elevata fino a oltre 16 stop.

Il nuovo sensore DGO è inoltre compatibile con Dual Pixel AF, per offrire all’utente maggiore libertà per ottenere l’immagine desiderata.

2. Ottimizzazione della gamma dinamica con oltre 16 stop

Grazie alla nuova tecnologia del sensore DGO, Canon EOS C300 Mark III offre oltre 16 stop di gamma dinamica quando si registra nella gamma Canon Log 2.

“Oltre al nuovo sensore DGO e a Canon Log 2, Canon EOS C300 Mark III include le opzioni Canon Log 3 e Ampia gamma dinamica per la registrazione nel formato Log”, afferma Paul. “È completamente compatibile con un flusso di lavoro HDR (High Dynamic Range), inclusa la registrazione diretta in Dolby PQ e HLG”.

3. Formati di registrazione multipli

Canon EOS C300 Mark III integra lo stesso processore di immagine DIGIC DV 7 presente nel modello Canon EOS C500 Mark II, di livello superiore rispetto ai processori Dual DIGIC DV5 presenti in Canon EOS C300 Mark II.

La migliorata capacità di elaborazione garantisce un nuovo livello di prestazioni per la gamma Canon EOS C300, che prevede inoltre la registrazione in 4K con bitrate elevato.

Con Canon EOS C300 Mark III è possibile registrare in formato 4K o 2K RAW nella modalità Cinema RAW Light, con un’ulteriore opzione per riprendere in 4K/2K e Full HD in XF-AVC utilizzando ALL-Intra o Long GOP”, spiega Paul. “L’opzione All-Intra offre una minore compressione e una velocità dati superiore, che torna utile in situazioni come le produzioni teatrali che non richiedono un flusso di lavoro RAW.

“Per i filmati che devono essere consegnati rapidamente, come le notizie o le interviste, è possibile utilizzare una velocità dati inferiore con Long GOP per una compressione maggiore e dimensioni file minori. A questo punto si può optare per un trasferimento più piccolo alla redazione tramite il mezzo che si preferisce o per un download più rapido e velocità di inserimento dati superiori”.

4. Frame rate più elevati

Canon EOS C300 Mark II offre la possibilità di registrare fino a 120P in 4K Cinema RAW Light o in XF-AVC senza ritaglio e fino a 180 fps impostando la modalità del sensore su Super 16mm/2K ritaglio. “Questi frame rate sono disponibili per tutte le impostazioni di frequenza della videocamera”, spiega Paul. “Oltre a ciò, la funzionalità Dual Pixel CMOS AF viene mantenuta quando si registra in questa modalità. Anche i file proxy, memorizzati sulla scheda SD, vengono registrati con lo stesso frame rate.

“Canon EOS C300 Mark III eredita questa funzionalità e consente di registrare in 4K e in 2K RAW, oltre che in Full HD, 2K o 4K XF-AVC. Scendendo al formato 2K Super 16mm ritaglio, è possibile arrivare a 180 fps.

“Se si registra in formato RAW a 120 fps, i file proxy vengono acquisiti con le stesse impostazioni del principale formato di registrazione a 4:2:0 a 8 bit”.

5. Filmati 4K con bitrate elevato

Il processore DIGIC 7 integrato in Canon EOS C300 Mark III consente di registrare video 4K con bitrate elevato. “Quando si registra in modalità Cinema RAW Light l’acquisizione ha una velocità pari a 1 Gbps”, spiega Paul. “Registrando in formato XF-AVC, la velocità dati massima è di 810 Mbps con l’opzione ALL-I”, aggiunge.

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Canon 90D

Ideale per la fotografia naturalistica e sportiva

La fotocamera EOS 90D presenta un sensore APS-C da 32.5 MP con un fattore di moltiplicazione della focale di 1.6x rispetto a una full-frame. È ideale per quando ci si ritrova in mezzo all’azione.

Massima libertà di ritaglio e ricomposizione

Le immagini ad altissima risoluzione della fotocamera EOS 90D da 32.5 megapixel possono essere ritagliate, ruotate e ridimensionate con una qualità dell’immagine e un livello di dettaglio sufficienti per stampe di grandi dimensioni. Scopri i particolari all’interno della scena e modifica la composizione dell’immagine fino a ottenere il risultato perfetto.

Cogli l’attimo fuggente

Immortala i momenti che è impossibile vedere a occhio nudo, scattando fotografie da 32.5 megapixel fino a 10 frame al secondo. L’elevata sensibilità ISO (fino a ISO 25.600) permette di congelare l’azione con velocità dell’otturatore fino a 1/8000 sec.

Per una visuale più chiara

La fotocamera EOS 90D presenta un mirino ottico luminoso con una copertura di circa il 100%, consentendo di osservare lo svolgimento dell’azione in tempo reale e facilitando il tracciamento dei soggetti in rapido movimento, come ad esempio gli uccelli in volo. Il display intelligente e personalizzabile mostra le informazioni di scatto fondamentali, per sapere sempre cosa succede anche quando si è sotto pressione.

Il touchscreen orientabile della fotocamera EOS 90D consente di scattare comodamente da diverse angolazioni. Per mettere a fuoco e scattare è sufficiente un semplice tocco, il che garantisce la massima intuitività d’uso.

Veloce come un fulmine, nitidezza impeccabile

L’avanzato sistema di autofocus consente di immortalare con la massima nitidezza perfino i soggetti più rapidi. A un sensore RGB+IR da 220.000 pixel sono associati 45 punti AF a croce, per un’eccezionale sensibilità in condizioni di scarsa illuminazione e un’ottima capacità di riconoscimento dei soggetti.

La fotocamera ideale per qualsiasi fotografo

La fotocamera EOS 90D è l’ultima arrivata nella gamma Canon dedicata alle reflex digitali, dove ogni modello rappresenta il perfezionamento e l’evoluzione del precedente. Il suo design familiare ma personalizzabile ti farà sentire immediatamente a tuo agio: i comandi sono facilmente accessibili e la fotocamera è ben bilanciata sia con i teleobiettivi lunghi che con gli obiettivi grandangolari corti dell’estesa gamma di ottiche Canon.

Connessa alla tua vita digitale

Il Bluetooth e il Wi-Fi integrati aggiungono un’ulteriore dimensione alla tua creatività. La fotocamera EOS 90D è compatibile con i dispositivi smart dotati della app Canon Camera Connect*, per semplificare la condivisione di immagini tramite messaggi e social media. La fotocamera può essere controllata anche in modalità remota, per ottenere immagini da punti di vista alternativi.*La funzionalità Bluetooth con l’app Camera Connect richiede che il dispositivo smart sia dotato di tecnologia Bluetooth versione 4.0 (o successiva). Richiede inoltre che il dispositivo smart sia dotato di sistema operativo iOS 11.4 (o versione successiva) o Android 5.0 (o versione successiva). Consulta le specifiche complete per ulteriori dettagli.

Tira fuori il regista che c’è in te

La fotocamera EOS 90D è un eccezionale strumento video, in grado di riprendere con una risoluzione fino a 4K e un frame rate massimo di 120p in modalità Full HD. La straordinaria tecnologia Dual Pixel CMOS AF, inoltre, garantisce una grande nitidezza e un’ottima qualità cinematografica. I collegamenti per cuffie e microfono permettono di acquisire contenuti audio degni dello splendore delle immagini.

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Canon EOS 90D

Reflex digitale ricca di funzioni che ti consente di avvicinarti al soggetto, scattare più velocemente e immortalare straordinarie immagini a 32.5 megapixel.

Una reflex incredibilmente rapida, che ti avvicina al soggetto…

Un equilibrio perfetto tra velocità, qualità dell’immagine e portabilità, è ideale per gli scatti naturalistici e sportivi, in cui i soggetti si muovono rapidamente.

Ideale per la fotografia naturalistica e sportiva

La fotocamera EOS 90D presenta un sensore APS-C da 32.5 MP con un fattore di moltiplicazione della focale di 1.6x rispetto a una full-frame. È ideale per quando ci si ritrova in mezzo all’azione.

Massima libertà di ritaglio e ricomposizione

Le immagini ad altissima risoluzione della fotocamera EOS 90D da 32.5 megapixel possono essere ritagliate, ruotate e ridimensionate con una qualità dell’immagine e un livello di dettaglio sufficienti per stampe di grandi dimensioni. Scopri i particolari all’interno della scena e modifica la composizione dell’immagine fino a ottenere il risultato perfetto.

Cogli l’attimo fuggente

Immortala i momenti che è impossibile vedere a occhio nudo, scattando fotografie da 32.5 megapixel fino a 10 frame al secondo. L’elevata sensibilità ISO (fino a ISO 25.600) permette di congelare l’azione con velocità dell’otturatore fino a 1/8000 sec.

Per una visuale più chiara

La fotocamera EOS 90D presenta un mirino ottico luminoso con una copertura di circa il 100%, consentendo di osservare lo svolgimento dell’azione in tempo reale e facilitando il tracciamento dei soggetti in rapido movimento, come ad esempio gli uccelli in volo. Il display intelligente e personalizzabile mostra le informazioni di scatto fondamentali, per sapere sempre cosa succede anche quando si è sotto pressione.

Il touchscreen orientabile della fotocamera EOS 90D consente di scattare comodamente da diverse angolazioni. Per mettere a fuoco e scattare è sufficiente un semplice tocco, il che garantisce la massima intuitività d’uso.

Veloce come un fulmine, nitidezza impeccabile

L’avanzato sistema di autofocus consente di immortalare con la massima nitidezza perfino i soggetti più rapidi. A un sensore RGB+IR da 220.000 pixel sono associati 45 punti AF a croce, per un’eccezionale sensibilità in condizioni di scarsa illuminazione e un’ottima capacità di riconoscimento dei soggetti.

La fotocamera ideale per qualsiasi fotografo

La fotocamera EOS 90D è l’ultima arrivata nella gamma Canon dedicata alle reflex digitali, dove ogni modello rappresenta il perfezionamento e l’evoluzione del precedente. Il suo design familiare ma personalizzabile ti farà sentire immediatamente a tuo agio: i comandi sono facilmente accessibili e la fotocamera è ben bilanciata sia con i teleobiettivi lunghi che con gli obiettivi grandangolari corti dell’estesa gamma di ottiche Canon.

Connessa alla tua vita digitale

Il Bluetooth e il Wi-Fi integrati aggiungono un’ulteriore dimensione alla tua creatività. La fotocamera EOS 90D è compatibile con i dispositivi smart dotati della app Canon Camera Connect*, per semplificare la condivisione di immagini tramite messaggi e social media. La fotocamera può essere controllata anche in modalità remota, per ottenere immagini da punti di vista alternativi.*La funzionalità Bluetooth con l’app Camera Connect richiede che il dispositivo smart sia dotato di tecnologia Bluetooth versione 4.0 (o successiva). Richiede inoltre che il dispositivo smart sia dotato di sistema operativo iOS 11.4 (o versione successiva) o Android 5.0 (o versione successiva). Consulta le specifiche complete per ulteriori dettagli.

Tira fuori il regista che c’è in te

La fotocamera EOS 90D è un eccezionale strumento video, in grado di riprendere con una risoluzione fino a 4K e un frame rate massimo di 120p in modalità Full HD. La straordinaria tecnologia Dual Pixel CMOS AF, inoltre, garantisce una grande nitidezza e un’ottima qualità cinematografica. I collegamenti per cuffie e microfono permettono di acquisire contenuti audio degni dello splendore delle immagini.

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EOS R: mirrorless full-frame di casa Canon

A 31 anni dal lancio del sistema EOS nel 1987 con la prima Canon EOS 650, parte una nuova rivoluzione per Canon con il nuovo sistema Canon EOS R.

Il diametro del bocchettone rimane lo stesso del sistema EOS, già molto largo, e il nuovo innesto RF ha quindi un diametro di 54mm (la nikon appena lanciata è passata dai 44mm dell’innesto precedente ai 55mm del sistema Z). Il tiraggio è di circa 20mm. Canon ha rinnovato anche il sistema di comunicazione corpo/ottica, con ben 12 pin, che dovrebbero permettere anche una stabilizzazione più veloce ed efficace. Il nuovo sistema di comunicazione permette di disporre di un autofocus più rapido, con comunicazioni che Canon afferma essere 40 volte più veloci rispetto a quanto attualmente possibile su una 5D Mark IV.

Chi ha già un nutrito corredo di lenti EF o EF-S non ha di che preoccuparsi, in quanto il nuovo innesto RF è pienamente compatibile con le ottiche attuali tramite un apposito adattatore. Perché non utilizzare il già collaudato EF-M presenti sulle mirrorless EOS-M, quindi? Il suo diametro di 47mm avrebbe sì potuto adattarsi ad un sensore full frame, ma con qualche problema in più sul fronte ottico che, ad esempio, non avrebbe consentito di realizzare fin da subito un’ottica come l’obiettivo RF 28-70mm f/2.0 USM presentato assieme alla EOS R. Non è l’unica lente, e ce ne sono altre tre: due fissi 35mm f/1.8 (macro, con ingrandimento 1:2 ) e 50mm f/1.2 e uno zoom 24-105mm f/4.

Se volessimo sintetizzare il DNA della nuova Canon EOS R potremmo azzardarci a chiamarla “una 5D Mark IV ma senza specchio”, che però all’interno racchiude un nuovo processore DIGIC 8 con tecnologia dual pixel autofocus (già incontrata su Canon EOS 5D mk IV, 70D, 80D e 6D mk II). Anche il sensore, pur derivato dalla 5D Mk IV, è nuovo ed offre 30,3 megapixel e ben 5655 punti AF selezionabili su singolo punto, che rappresentano una vera primizia per la categoria grazie anche alla possibilità di funzionare fino a F11 e -6EV. Sempre per quanto riguarda l’autofocus si segnala la presenza della funzionalità touch & drag per mettere a fuoco toccando direttamente il display e la modalità “Eye Detect AF” che promette grande precisione anche grazie all’alto numero di punti AF.

Sul fronte della stabilizzazione c’è una bella novità e si chiama “Dual Sensing IS”: le meccaniche per la compensazione del movimento rimangono nelle ottiche (nessuna stabilizzazione del sensore, quindi), ma la possibilità di sfruttare i dati ricavati dal giroscopio interno alla macchina promettono di poter “fermare la mano” fino a 5 stop.

Per quanto riguarda l’ergonomia ci sono un po’ di cose da raccontare. Si parte innanzitutto da una nuova ghiera presente sulle ottiche (e disponibile anche su una versione dell’adattatore per gli obiettivi EF ed EF-S) la cui funzione può essere personalizzata dall’utente ma che di default è assegnata alla scelta della sensibilità ISO. Sul retro della macchina a destra del mirino e a portata di pollice c’è una piccola touchbar multifunzione anch’essa programmabile e che può essere utilizzata come ulteriore comando o selettore aggiuntivo.

Non è avara di display la nuova mirrorless Canon: oltre al mirino OLED da 3,96 milioni di punti (con eyepoint da 23mm e regolazione delle diottrie) e all’LCD orientabile anche in avanti e, come già accennato, sensibile al tocco, troviamo anche un piccolo display OLED monocromatico sulla spalla destra, che riassume i dati di scatto.

Parlando del comparto video, la nuova Canon EOS R è capace di registrare clip in 4K a 30p, con Canon Log da 12 stop a 400 ISO. Se collegata tramite HDMI è possibile registrare a 10 bit. Tra le funzionalità che possiamo trovare a bordo c’è la modalità Focus Guide (introdotta sulle cineprese Cinema EOS) e l’utilissima modalità Focus Peaking. I video 4K hanno lo stesso ritaglio di 5D mk IV, e campionamento 4:2:2 su HDMI.

Veniamo alle accortezze costruttive: il corpo è in lega di magnesio ed è provvisto di guarnizioni per proteggere la nuova macchina fotografica dagli agenti atmosferici. E’ interessante inoltre il meccanismo che prevede la chiusura automatica dell’otturatore al cambio dell’ottica, così da prevenire l’ingresso di corpi estranei come pulviscolo o peggio nella zona del sensore. E’ presente un solo slot per le schede di memoria SD UHS-II e la Canon EOS R offre infine connettività Wi-Fi e Bluetooth. Il peso del solo corpo macchina è di 480 grammi, laddove una Canon EOS 5D mk IV spinge l’ago della bilancia più in là di 200 grammi.

Si tratta di un primissimo contatto, quindi rimandiamo i giudizi dopo qualche prova sul campo e le consuete analisi di laboratorio, ma intanto possiamo dire che la casa bianco-rossa ci è parsa più coraggiosa rispetto a Nikon nel proporre la sua prima interpretazione della rivoluzione full-frame mirrorless. EOS R è una fotocamera che vuole essere fin da subito una soluzione professionale, accompagnata da ottiche molto luminose, che addirittura paiono molto più interessanti di alcune ottiche reflex e probabilmente con un quid in più rispetto alle attuali proposte Nikon Z. Dubbi? Il sensore non è al momento stabilizzato (anche se la tecnologia Dual IS promette miracoli) e lo slot di memoria è singolo.

Certo, tutta questa ambizione si paga davvero cara: il solo corpo macchina verrà commercializzato a partire dal 9 ottobre al prezzo di 2629,00 Euro IVA inclusa e dallo stesso giorno sarà possibile acquistare anche l’obiettivo RF 24-105mm f/4L IS USM al prezzo di 1259,00 Euro. Per l’obiettivo RF 50mm f/1,2L USM bisognerà aspettare novembre e mettere da parte una cifra identica a quella del corpo macchina, ovvero 2629,00 Euro. Da fine dicembre saranno invece disponibili le lenti 28-70mm f/2L USM a 3429,00 Euro e 35mm f/1.8 IS Macro STM a 579,00 Euro. Gli adattatori per gli obiettivi EF ed EF-S saranno anch’essi disponibili dal 9 ottobre (ad eccezione della versione con filtri drop-in, disponibile da dicembre) a partire da 129,00 Euro e nello stesso giorno si potrà acquistare anche il battery grip BG-E22 per 319,00 Euro.

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EOS 6D Mark II

Canon rinnova una delle sue reflex di maggior successo proponendo un modello con tante novità: sono nuovi il processore e il sensore, ma stupisce la presenza dello stabilizzatore a 5 assi in camera e del display orientabile touch, solitamente messo su modelli consumer.

Canon EOS 6D resta in gamma: è d’altra parte una delle reflex ancora in cima alle classifiche di vendita in Italia, ma da fine luglio sarà affiancata sugli scaffali dal nuovo modello Mark II che Canon propone al prezzo suggerito al pubblico di 2.189,99 euro per il solo corpo macchina.

Rispetto alla 6D questa volta cambia un po’ tutto, anche se per non dare troppo fastidio alla 5D Mark iV feature come il 4K e l’uscita cuffie restano esclusiva del modello top.

EOS 6D Mark II è costruita attorno al nuovo sensore Full Frame CMOS da 26,2 megapixel con tecnologia Dual Pixel, un marchio ormai di fabbrica del brand giapponese per tutte le fotocamere con una spiccata anima video oltre che foto. Un sensore che grazie alle sue dimensioni riesce a spuntare ottimi valori in termini di dinamica e sensibilità: ISO nativi fino a 40.000, espansione fino a 102.400 ISO grazie al processore Digic 7.

EOS 6D Mark II è pure la prima fotocamera EOS full frame a includere la stabilizzazione integrata (digitale) a 5 assi che riduce le vibrazioni della fotocamera durante le riprese video, e soprattutto è anche la prima full frame con uno schermo touch orientabile: qualcuno potrebbe restare perplesso, ma la scelta fatta da Canon è corretta perché grazie al touch la messa a fuoco sul video risulta decisamente più immediata.

Il sistema autofocus fotografico è personalizzabile e dispone di 45 punti tutti a croce, la raffica è di 6.5 scatti al secondo. Tra le altre novità la modalità video time-lapse in 4K e l’intervallometro per assicurare la massima libertà di ripresa, funzioni queste prima non disponibili o disponibili con accessori esterni.

Non mancano infine GPS, che offre ora due modalità di funzionamento per salvaguardare la batteria (si spegne con la macchina) e la connettività wifi più bluetooth, quest’ultimo che resta sempre collegato per offrire scatto remoto e trasferimento file (via wi-fi) immediato.

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Canon 5D Mark IV

Prime impressioni

Tenere in mano la Canon EOS 5D Mark IV, specialmente insieme al Canon EF 35mm f/1.4L USM II, stanca un po’. Il peso dell’insieme è infatti di 1640 grammi, batteria e scheda di memoria inclusi: solidità e qualità dei materiali sono fuori discussione. L’ergonomia d’altro canto è ottima: si riesce ad utilizzare tranquillamente con una sola mano.

Utilizzando due mani è ovviamente meno stancante e si riesce a gestire la configurazione della fotocamera tramite i tantissimi pulsanti distribuiti sul corpo macchina: ne ho contati bel 21! Qualche pulsante è forse anche superfluo, come quello sotto la joystick, utilizzabile unicamente per la scelta dell’area di messa a fuoco.

Risulta però doveroso sottolineare come l’autofocus sia implementato con la massima cura in questa fotocamera. Basti dire che ci sono ben cinque sezioni del menù dedicate alla sua configurazione. I più pigri potranno scegliere le preimpostazioni già studiate per situazioni sportive differenti come ciclismo, calcio, pattinaggio.

I più meticolosi potranno invece regolare ogni singolo parametro, assicurandosi una messa a fuoco sempre dove la si vuole davvero. Nella mia prova pratica con le mie bimbe ho avuto infatti modo di apprezzare come sia sempre rapido e preciso l’aggancio del soggetto. Anche esposimetro e bilanciamento del bianco funzionano in modo altrettanto efficace.

Unico appunto al bilanciamento del bianco manuale, un po’ macchinoso da effettuare. Serve infatti scattare una foto, entrare nel menù e indicare che si vuole usare quella foto come base di partenza per il bilanciamento.

Qualità immagine
I file prodotti dalla Canon EOS 5D Mark IV sono ottimi per la stampa e per la pubblicazione online già con le impostazioni standard e senza bisogno di ricorrere alla camera chiara. Le differenze tra JPG e RAW sono davvero minime: il primo risulta semplicemente leggermente più saturo e con le ombre più aperte.

Sul fronte della sensibilità i file sono fondamentalmente ottimi dai 100 agli 800 ISO. A partire dai 1600 ISO si inizia a percepire l’intervento della riduzione rumore, che si porta via il dettaglio fine. Ma il dettaglio medio rimane intatto fino ai 12800 ISO, confermando le prestazioni del nuovo processore.

Salendo ai massimi valori di 25600 e 30000 ISO anche il dettaglio medio va perso, restano però ancora perfettamente utilizzabili, anche per stampe di medie dimensioni.

Conclusioni
Tocca ripeterlo ancora una volta: sia sempre maledetto il marketing. L’unica ragione per togliere funzioni fondamentali come il focus peaking dalla Canon EOS 5D Mark IV è quella di evitare di fare concorrenza interna ai corpi macchina della linea Canon Cinema EOS.

Il marketing quindi ha voluto dichiarare che Canon ha destinato l’ultima 5D principalmente a un uso fotografico. Effettivamente nell’utilizzo foto è difficile trovare qualche mancanza a questa reflex full frame, impeccabile sotto ogni punto di vista.

Per chi si dedica poi anche alla riprese video c’è sempre Magic Lantern, non poi così difficile da utilizzare e anche privo di rischi nei confronti della garanzia, dato che non va a sostituire ma ad affiancare il firmware originale. Fatta la legge, trovato l’inganno.

Piace:
– ottima ergonomia
– qualità immagine
– efficacia e configurazione autofocus
– resa 35mm f/1.4 in prova

Non piace:
– mancanza funzioni video come zebra e focus peaking
– bilanciamento del bianco manuale macchinoso

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Canon 5D IV

Mantenere un segreto è sempre più difficile, soprattutto se siamo davanti ad un prodotto atteso come la Canon EOS 5D Mark IV: le numerose indiscrezioni delle ultime settimane si sono rivelate corrette, e puntuali come un orologio svizzero i giapponesi di Canon hanno tolto oggi i veli alla loro ultima creatura. Può sembrare banale dire che la nuova 5D è migliore della 5D Mark III, ma questa volta in Canon si sono davvero superati realizzando un prodotto che assomiglia più alla top di gamma EOS 1DX Mark II che al modello precedente. Non un semplice upgrade quindi, ma una operazione anti-age che va a migliorare sensibilmente una fotocamera che probabilmente aveva bisogno solo di qualche piccolo ritocco.

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Il corpo macchina segue le linee che Canon ormai ha tracciato da anni: senza il nome un utente poco attento farebbe fatica a dire qual è la 5D e quale la 6D o la 7D Mark II: in realtà ci sono piccole differenze, come una nuova levetta per la gestione della messa a fuoco a portata di pollice e un peso leggermente ridotto rispetto al modello prevedente, una decina di grammi che comunque sul corpo macchina nudo fanno la differenze.

Le novità sono tutte all’interno, a partire dal sensore da 30.4 megapixel capace di scattare foto a 6720×4480 di risoluzione. Il sensore è derivato da quello dell’ammiraglia del gruppo, la 1DX Mark II, ed è dotata di quella fantastica tecnologia Dual Pixel che permette di avere, in modalità video, un autofocus fulmineo e preciso anche nel traccino dei soggetti in rapido avvicinamento. E’ attorno al sensore Dual Pixel che Canon ha saputo dare un tratto distintivo alla nuova 5D: inizialmente si pensava che la macchina fosse in grado di scattare anche a 60 megapixel (nel Dual Pixel ogni pixel è composto da due fotodiodi separati), in realtà Canon ha sfruttato il sensore per aggiungere una modalità di scatto denominata Dual Pixel Raw che, oltre al classico file RAW, crea un file aggiuntivo contenente le informazioni dei due fotodiodi separati. Utilizzando Digital Photo Professional, i software proprietario Canon per lo sviluppo dei file RAW, è possibile usare i due file per applicare tre nuovi algoritmi di post processing alle immagini. Il primo è una regolazione fine della nitidezza, e permette di incrementare la risoluzione in zone precise dell’immagine utilizzando le informazioni di profondità, il secondo è il “Bokeh Shift”, ovvero la possibilità di riposizionare leggermente il bokeh (la sfocatura) di background e la terza è la possibilità di ridurre il ghost e il flare. Di fatto Canon ha trovato il modo di applicare micro-correzioni all’immagine per ritoccare aspetti che neppure un uso massivo di Photoshop avrebbe potuto correggere.

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Tornando al sensore quello usato sulla 5D Mark IV ha una sensibilità nativa che va da 100 a 32.000 ISO, ma grazie al lavoro del processore può arrivare a 102.400 ISO senza problemi, grazie anche ad un nuovo algoritmo di riduzione del rumore. Il processore è il Digic 6+, e proprio l’uso di un singolo processore differenzia questo nuovo modello dal top di gamma: la 5D scatta in raffica “solo” a 7fps, la 1 DX MK2 arriva a 14 fps. Nuovo anche il sistema di messa a fuoco: 61 punti di cui 41 a croce, e se guardando i numeri potrebbe sembrare che non è cambiato nulla rispetto al vecchio modello se andiamo a vedere nel dettaglio le specifiche ci accorgiamo che l’area AF è stata estesa e i punti hanno una maggiore sensibilità (-3ev).

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La serie 5D è tuttavia nota per le sue capacità video, e il nuovo modello non poteva certo snobbare il 4K: la Mark IV è in grado di registrare video 4K in formato DCI a 24 e 30 fps, una caratteristica questa che viene incontro alle richieste di un mercato che ormai esige solo master in 4K per pubblicità e cinema. Le specifiche 4K della 5D parlano comunque chiaro: Canon ha fatto una macchina che guarda al cinema e al professionale, e in quest’ottica va letta la scelta di non registrare in formato “consumer” Ultra HD: i file sono a 4096 x 2160, e solo in post produzione croppando si può poi estrarre un file con la stessa risoluzione dei TV domestici più evoluti.

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Sempre in campo video è presenta la possibilità di registrare a 1080p fino a 60 fps e in 720p a 120 fps, con registrazione in formato Mp4 o 8bit 500mbps MJPEG come sul modello top di gamma. Da segnalare l’impossibilità di avere il 4K dall’uscita HDMI: quest’ultima funziona solo con segnali Full HD. Dai video 4K è possibile estrarre foto da 8.8 megapixel, funzione questa già vista anche su alte fotocamere di altri produttori.

Passando infine alle caratteristiche di contorno troviamo un nuovo monitor da 3.2” touch screen (disattivabile) dotato di 1.6 megapixel di risoluzione, il GPS e il Wi-fi integrati e la porta USB 3.0 per il trasferimento veloce dei file.  Canon ha aggiunto anche qualche migliora a livello software: i dati di copyright possono ora essere gestiti direttamente dalla macchina, funzione utile per chi vuole condividere un file subito dopo lo scatto con la certezza di aver firmato quel file come suo, c’è l’intervallometro software per realizzare filmati time lapse e c’è pure un nuovo profilo Picture Style (dettagli fini). Infine, comodo per chi non vuole passare dal software esterno per sviluppare i RAW, è ora possibile applicare i profili di correzione ottica dell’obiettivo direttamente in macchina durante la creazione del file Jpeg.

Quanto costerà questo gioiellino? Il prezzo di listino in Italia sarà di circa 3700 euro solo corpo, e Canon ci comunica che non sarà venduta in kit, lasciando così la possibilità a chi la acquista di scegliere l’obiettivo migliore, sempre che non abbia già un corredo di lenti. In ogni caso per chi vuole un obiettivo versatile ci sono interessanti novità che arrivano insieme alla 5D Mark IV: per far fronte alla risoluzione sempre più elevata dei sensori Canon ha lanciato i due nuovi obiettivi EF 16-35mm f/2.8L III e EF 24-105mm f/4L IS II USD, versioni completamente riviste di due obiettivi che senza dubbio sono tra i più apprezzati della gamma L di Canon. I prezzi dei due obiettivi dovrebbero essere ci 2400 euro circa per il 16-35 e di 1300 euro circa per il 24-105, anche in questo caso prezzi da confermare.