cx10_img03

Panasonic Camcoder AG-CX10

Al CES 2020 di Las Vegas Panasonic lancia l’AG-CX10, il camcoder 4K A 50P/60P più piccolo e leggero del settore, con prestazioni ottiche di alto livello, varie opzioni di registrazione e connettività IP per flussi di streaming live

Panasonic ha annunciato l’arrivo di un nuovo modello della serie CX: l’AG-CX10 con scheda di memoria, il camcorder professionale 4K a 50p/60p più piccolo e leggero del settore.

Concentrato in una struttura compatta ma dotato di tutte le caratteristiche di mobilità e portabilità richieste dai professionisti, il nuovo camcorder è il primo in grado di offrire un supporto Wi-Fi integrato per fini di controllo remoto e sarà disponibile a partire da aprile 2020.

Il nuovo AG-CX10 assicura prestazioni ottiche di alto livello. L’obiettivo integrato LEICA Dicomar include un potente zoom ottico 24x che spazia dal grandangolo da 25 mm2 alla modalità Tele da 600 mm, mentre l’i.ZOOM raggiunge 32x in 4K e 48x in Full HD. Pur avendo una struttura compatta, il camcorder può offrire un ingrandimento ottico 24x grazie al sistema dell’obiettivo 4-Drive, che gestisce i quattro gruppi ottici in modo indipendente l’uno dall’altro.

Panasonic_AG-CX10

L’Auto Focus (AF) di precisione, esclusivo di Panasonic, esegue il rilevamento e la messa a fuoco dei volti in modo accurato e ad alta velocità sia per le riprese in 4K che Full HD. L’AG-CX10 comprende due ghiere manuali, un filtro ND con impostazioni 1/4, 1/16 e 1/64 selezionabili, una luce video a LED regolabile integrata e capacità di registrazione audio PCM lineare a 24 bit.

L’utilizzo manuale di questo camcorder risulta molto semplice anche durantedifficili inquadrature ad alta o bassa angolazione, poiché è dotato di stabilizzazione delle immagini sia ottica che elettronica. Lo stabilizzatore elettronico rileva e corregge l’handshake su 5 assi, inclusa la sfocatura rotazionale.

Se impostato sulla registrazione a 10 bit, il camcorder genera un output HDMI 4K a 60p, 4:2:2, a 10 bit, e permette di acquisire immagini di alta qualità tramite un registratore esterno. Inoltre è supportato il codec HEVC ad alta efficienza (LongGOP/10 bit, 4:2:0/MOV) per la registrazione a 50p/60p, all’elevata velocità bit di 200 Mbps. Riguardo ai formati dei file, oltre a MOV, MP4 e AVCHD, l’AG-CX10 è compatibile anche con la famiglia di codec AVC Ultra, con formato file P2 MXF per applicazioni broadcast, incluso il supporto di AVC-Intra100/50.3

Panasonic_AG-CX10

Oltre alla funzionalità Wi-Fi, l’AG-CX10 offre un’uscita 3G-SDI per la connessione a un registratore esterno, un’uscita Ethernet tramite l’host USB 2.0 e la connettività IP compatibile con NDI|HX4 per l’uso come telecamera live, garantendo così una flessibilità di ripresa senza confronti.

Il monitor LCD di tipo 3,5 è visibile chiaramente anche in piena luce solare, mentre l’intuitivo pannello touchscreen consente un’agevole selezione delle voci di menu. Per un’efficienza operativa superiore, il visualizzatore inclinabile e l’uscita LCD permettono di esaminare l’immagine durante la registrazione, sia sul monitor LCD che sul visualizzatore elettronico.

L’AG-CX10 sarà presentato in anteprima, insieme a due modelli consumer (HC-X2000 e HC-X1500), al CES 2020, dal 7 al 10 gennaio a Las Vegas, USA. L’AG-CX10 sarà disponibile da aprile 2020 con un prezzo consigliato al dettaglio (RRP) di € 2.299.

g9

Lumix DC-G9

La Panasonic Lumix G9 è un modello importante nella storia di questo marchio (e non solo). Tradizionalmente molto forti nel reparto video, le mirrorless Panasonic sono estremamente diffuse tra i videomeker, e questo le ha finora sempre caratterizzate, dando loro una precisa identità anche a livello di impostazione del corpo macchina. La nuova Lumix G9, viceversa, nasce per affermarsi in un ambito leggermente diverso. Senza mai dimenticare le doti video, questo modello è infatti maggiormente focalizzato sul fermo immagine.

In qualche misura, si tratta di un percorso già intrapreso. Anche nel test della GH5, infatti, avevamo riscontrato una maggiore attenzione agli aspetti prettamente fotografici; la G9, però, sposta l’asticella un poco più in alto. Basta osservare il corpo macchina per rendersene conto: impugnatura pronunciata, doppio slot SD, display secondario superiore e disposizione dei comandi raccontano chiaramente come Panasonic abbia concepito questo modello per infastidire le reflex APS-C prosumer.

Chi se la fosse persa, potrà trovare in questa anteprima una esauriente presentazione del prodotto. In sintesi, con il sensore Live MOS MQT da 20 Mpixel della GH5 unito a un nuovo processore d’immagine, la G9 garantisce oggi la miglior qualità d’immagine all’interno della gamma Panasonic, e lo fa in corpo leggermente più compatto e più economico rispetto alla GH5. Inoltre, ulteriori affinamenti al sistema autofocus e uno scatto continuo con otturatore elettronico da ben 20 fps con AF continuo sembrano farne un prodotto decisamente votato anche all’azione.

Panasonic-Lumix-G90

Panasonic Lumix G90 recensione

La nuova mirrorless Panasonic Lumix G90 si piazza in una categoria che sta di mezzo tra la Lumix G9 (dedicata specificatamente per fotografia) e la Lumix GH5 (particolarmente adatta per video).
È la fotocamera mirrorless che segue la precedente G80, ed è indirizzata a fotografi e videografi amatoriali e appassionati che cercano un modello di fascia media per dare sfogo alla propria creatività sia in campo foto che video.
Le caratteristiche principali sono un mix che proviene dai modelli Lumix più acclamati, il sensore da 20.3MP è lo stesso della Panasonic G9, le dimensioni del corpo macchina sono simili a quelle della precedente versione Lumix G80, e le capacità video sono prese direttamente dalla serie Lumix GH.
In questa fascia di mercato, dove molti utenti cercano qualità immagine e video simil-professionale, prezzo contenuto e performance di alto livello, la Panasonic Lumix G90 arriva come proposta più che allettante nel mondo mirrorless, e si posiziona come ottima rivale alle controparti Sony, Canon, Olympus e Fujifilm.
Le fotocamere Lumix G sono infatti pensate per offrire il massimo delle caratteristiche in performance e per utilizzo ibrido foto-video con il vantaggio di maggiore portabilità sia del corpo macchina che degli obiettivi, a differenza delle Lumix S1 e Lumix S1R che sono fotocamere full frame più pesanti e meno facili da trasportare.
Andiamo dunque a scoprire quali sono le specifiche tecniche di questa macchina fotografica per capirne la sua validità e applicazione, in questa recensione dettagliata sulla Panasonic G90.

Design e caratteristiche

Il corpo macchina è circa lo stesso della precedente versione, soltanto un po’ più grande in tutte le dimensioni, e appena più pesante con un peso da 533g con scheda di memoria e batteria inclusa, comunque facile da adoperare ad una sola mano.
La qualità costruttiva è professionale, con materiali in lega di magnesio e guarnizioni su tutto il corpo macchina e sui controlli per assicurare resistenza alle intemperie e polvere. Se la utilizzate con un obiettivo tropicalizzato, avrete un set fotografico che potrete sfruttare anche in condizioni avverse.
Uno dei commenti più comuni sulla precedente versione, era il grip e il materiale di costruzione della piastra superiore, dalla superficie un po’ scivolosa. Qui Panasonic ha ascoltato il feedback del pubblico ed ha progettato la nuova mirrorless di conseguenza, con grip più pronunciato e migliore presa in generale.
Inoltre, i pulsanti sono stati aumentati in dimensioni, quanto quelli della G9, per una migliore operatività da parte dell’utente. I controlli sono molto comodi, e ci piace la presenza di pulsanti dedicati per bilanciamento del bianco, compensazione esposizione e ISO posizionati accanto al pulsante dell’otturatore.
La fotocamera è abbastanza semplice da utilizzare ad una mano, c’è una ghiera a sinistra per la scelta della modalità di drive, una ghiera a destra per la selezione della modalità di scatto, e una ghiera per pollice destro per modificare i diversi parametri. Rimane il flash integrato che era già presente anche nella Lumix G80.

Display e mirino

Il display della Panasonic Lumix G90 è uno dei punti più forti di questa fotocamera, rispetto alle rivali nella stessa fascia di prezzo. Buona risoluzione da 1040k-dot, funzionalità touch screen e capacità di rotazione completa a 180° con articolazione vari-angle, che permette di utilizzare lo schermo LCD in tutte le posizioni, anche per nasconderlo sul corpo macchina per evitare graffi.
Come nella versione precedente di questa fotocamera, la G90 permette di toccare il display per selezionare il punto di fuoco, ed è anche possibile operare il touch screen mentre si usa il mirino, per trascinare il punto di fuoco come se si utilizzasse un joystick AF dedicato (poiché il joystick AF non è presente sul corpo macchina)
Il mirino elettronico LVF Live View Finder è di buona qualità, con tecnologia OLED e 2.36 milioni di punti in risoluzione, 100% in copertura immagine e ingrandimento pari a 0.74x. Il design dell’alloggiamento è stato migliorato rispetto alla G80, per un maggiore comfort quando si posiziona la fotocamera all’occhio.

Qualità immagine

Per quanto riguarda la qualità fotografica, con la Panasonic G90 potrete scattare foto dai colori fedeli e ben rappresentati, con sistema di misurazione del bilanciamento del bianco che funziona molto bene sia in esterno che in interno.
Particolarmente, in ambienti interni la fotocamera fa un buon lavoro di bilanciamento del colore per eliminare l’alone giallo che spesso è presente nelle luci artificiali.
Paragonata alle fotocamere rivali come ad esempio la Fujifilm X-T30 e la Sony a6400, che presentano un sensore più grande e con più risoluzione, la G90 è nettamente al passo con la concorrenza, pur avendo un sensore più piccolo e minore risoluzione.
Come nella più professionale e costosa Panasonic G9, la G90 è provvista di sensore MOS Live micro quattro terzi da 20.3 megapixel, ed è in grado di produrre immagini straordinarie, soprattutto se la utilizzerete con obiettivi di qualità.
La risposta al rumore è abbastanza buona a meno che la scena non abbia veramente scarsità di luce, e la gamma dinamica è a dir poco eccezionale per una fotocamera di questo calibro e in questa fascia di prezzo.
La risoluzione massima delle immagini, che possono essere catturate sia in formato RAW che JPEG, è di 5184 x 3888 pixel.
All’interno del menu della fotocamera, troverete molte opzioni creative per manipolare le fotografie anche senza utilizzare un editor esterno, questa modalità è selezionabile direttamente dalla ghiera della modalità di scatto e contrassegnata con una paletta colori. Questa opzione vi darà accesso a ben 22 diverse soluzioni artistiche, alcune più utili di altre.
Utilizzando l’opzione Creative Controls perdete la possibilità di utilizzare le impostazioni di esposizione manuale, mentre se utilizzate i Photo Styles avrete controllo completo della fotocamera e accesso a scatto in RAW.

Performance 

I tempi di accensione della Panasonic G90 sono incredibilmente corti, con soli 0.5 secondi da spenta a pronta allo scatto. Per salvare un’immagine RAW o JPEG su scheda SD la fotocamera impiega circa un secondo.
Il sistema AF è lo stesso delle altre fotocamere Lumix, con tecnologia DFD a rilevamento del contrasto, abbastanza veloce ed affidabile per tutti i tipi di fotografia per cui questa fotocamera è progettata. I tempi di messa a fuoco minima sono di 0.07 secondi quando la utilizzate con determinati obiettivi compatibili.
In generale, anche se le capacità del sistema AF sono appena minori rispetto alle fotocamere rivali che impiegano tecnologia ibrida di fase e contrasto, per l’utente medio l’utilizzo sarà più che sufficiente, l’agganciamento del soggetto avviene in maniera veloce sia per foto che per video, e ci sono diverse opzioni di utilizzo dell’autofocus per poter controllare questa funzione al meglio.
C’è una funzione Low Light che permette alla fotocamera di mettere a fuoco in situazione di luce veramente scarsa, fino a -4EV senza l’utilizzo della spia luminosa. C’è anche una modalità Starlight AF per poter catturare stelle e costellazioni per astrofotografia.
Sono disponibili 49 aree di messa a fuoco, e diverse possibilità di utilizzo come AFS, AFF (Auto Focus Flexible), AFC (Auto Focus Continuous) e MF. La fotocamera è in grado di riconoscere volti e di tracciarne il movimento, per mantenere il soggetto costantemente a fuoco anche quando si muove all’interno del frame.
È disponibile una funzione di AF rapido, per iniziare a mettere a fuoco non appena puntate la fotocamera, ed è anche presente l’opzione focus peaking per evidenziare le aree a fuoco quando si usa il sistema manuale.
Per quanto concerne la modalità di scatto continuo, la Panasonic G90 è in grado di scattare 9 fotografie al secondo con AF bloccato sul primo scatto, per una quantità di 300 immagini JPEG o 45 RAW a piena risoluzione. Se invece volete che la fotocamera metta a fuoco automaticamente ad ogni scatto, la velocità burst sarà di 6 fps.
Per chi cerca performance ancora più alte in questo settore, sacrificando in risoluzione immagine, anche questa Lumix è provvista di modalità 4K PHOTO, che offre la possibilità di estrarre fotografie da 8MP da un video 4K a 30 fps, questo permette di avere accesso a velocità di raffica molto più elevate, ma tenete presente che in realtà questa non è una raffica di fotografie, bensì un video 4K dal quale si estrae una o più fotografie a scelta, con riduzione in qualità rispetto alla piena risoluzione. Si tratta di una soluzione interessante per chi non è alla ricerca di altissima qualità.
Con la funzione Post Focus, la fotocamera cattura una serie di fotografie con diverse impostazioni di messa a fuoco, per poi decidere in post quale tenere. La funzione Focus Stacking è invece utile per scattare fotografie multiple con diverse impostazioni di apertura, per poi selezionare quanto del soggetto vorrete sia mantenuto a fuoco.

Queste due funzioni saranno particolarmente utili per certi tipi di fotografia, e forse trovano la perfetta applicazione nella fotografia macro.  
Anche in questa versione della fotocamera trovate lo stesso sistema di doppia stabilizzazione della versione precedente, il sistema Dual IS MK II a 5 assi, che unisce stabilizzazione interna del sensore con stabilizzazione dell’ottica (disponibile solo con alcuni obiettivi) per una compensazione fino a 5 step, per una maggiore libertà di espressione sia in campo foto che video.
Infine, alcuni utenti troveranno utile la possibilità di effettuare fotografie in modalità timelapse, programmando il numero di immagini e la lunghezza dell’intervallo, e con l’opzione multi-exposure potrete combinare fino a quattro esposizioni diverse in un singolo frame.  

Video 

La Panasonic Lumix G90 offre capacità di registrazione video AVCHD e MP4, con quest’ultima potrete girare video 4K Ultra HD 3840×2160 a 30p/25p/24p. Se registrate internamente su scheda di memoria SD avrete un campionamento 4:2:0 a 8-bit, mentre se utilizzerete un registratore esterno collegato tramite uscita HDMI potrete registrare a 4:2:2 sempre a 8-bit.
È possibile anche filmare in Full HD 1080p fino a 60 fps, per poter catturare video in slow motion.
Con registrazioni 4K, la fotocamera utilizza una porzione del sensore con crop pari a 1.26x, mentre per video FHD il sensore viene utilizzato nella sua interezza.
Contrariamente ad altre fotocamere Panasonic, dove questa opzione è offerta soltanto a pagamento, nella G90 troverete pre-installato il profilo colore video VLog L, per ottenere filmati dai colori attenuati, con maggiore gamma dinamica, pronti per essere gestiti più professionalmente in post produzione.
Per chi fa video è anche importante la sezione audio, e qui avrete a disposizione sia l’entrata per microfono esterno, sia l’uscita cuffia per monitorare la qualità dell’audio durante la registrazione.

Connettività 

Tramite funzionalità WiFi, potrete connettere la fotocamera allo smartphone per controllare impostazioni di messa a fuoco, compensazione esposizione, ISO, bilanciamento del bianco e stili fotografici artistici, per poi scattare in remoto.
La connessione Bluetooth a basso consumo energetico permette di mantenere la fotocamera connessa e scaricare fotografie in continuazione, oltre che passare le informazioni GPS da telefono a fotocamera per geotaggare le immagini.

Autonomia 

La G90 è in grado di scattare fino a 290 foto con una carica, la batteria in dotazione è da 1200mAh 7.2V in Li-ion. Se possedete una sola batteria, consigliamo di utilizzare la funzione Power Save con cui potrete aumentare l’autonomia notevolmente, oppure mettete in preventivo l’acquisto di alcune batterie di riserva, a seconda dell’intensità di utilizzo.

Panasonic Lumix G90 opinioni

Panasonic presenta ancora una volta un modello che copre diverse necessità, ad un prezzo particolarmente interessante.
I fotografi che cercano un corpo macchina di piccole dimensioni e buona qualità costruttiva, troveranno nella G90 una perfetta combinazione in portabilità e durevolezza, con possibilità di collegare obiettivi più piccoli ed economici rispetto alle controparti APS-C, senza dover rinunciare alla qualità immagine.
Le prestazioni del sensore MOS digital live micro 4/3 sono a dir poco notevoli, e molto vicine alle rivali in risposta al rumore e performance in condizioni di scarsa luce, ed esistono una buona quantità di obiettivi compatibili che riusciranno ad enfatizzare la qualità fotografica di questa macchina.  
Gli obiettivi per micro quattro terzi sono inoltre molto più piccoli rispetto alle controparti per APS-C e full frame, quindi la G90 è ottima per viaggiare leggeri.
L’obiettivo di Panasonic era quello di progettare la fotocamera ideale per l’utilizzatore ibrido, quindi con settore video ben provvisto di tutte le caratteristiche necessarie, ed in questo possiamo dire che la G90 è riuscita molto bene.
Qualità 4K e Full HD rientrano nella media, con buona resa di filmati per produzioni YouTube e social media, con questa macchina non avrete problemi a produrre contenuti di qualità.
Inoltre, va precisato che la Lumix G90 è una delle poche fotocamere mirrorless in questa fascia di prezzo ad offrire una combinazione vincente di schermo selfie, touch screen, video 4K ed entrata-uscita audio, ossia tutto quel che serve per produrre un vlog di qualità.
La concorrenza è certamente accanita, con Sony e Fuji soprattutto, ad offrire modelli estremamente competitivi in questo settore, ma Panasonic resta una delle più amate per fotografia e video, e con questa nuova mirrorless conferma la sua presenza nel mercato con un prodotto dall’eccellente rapporto qualità prezzo.

Panasonic-SH1-camera-image

Panasonic DC-S1H: arriva la mirrorless con registrazione 6K

Panasonic ha presentato la nuova Lumix DC-S1H, una mirrorless full-frame con una particolare inclinazione verso la produzione video: nella lunga lista delle caratteristiche tecniche spicca infatti la capacità di registrare in risoluzione 6K e per un tempo illimitato, rendendola quindi un potente strumento nelle mani dei videomaker.

La nuova full-frame ha un sensore da 24 megapixel che dovrebbe essere identico a quella della DC-S1, con l’aggiunta di un filtro anti-aliasing per ridurre l’effetto moiré. E’ presente un sistema IBIS che può ridurre il mosso fino a 6,5 stop (secondo le dichiarazioni di Panasonic) nel caso si utilizzino lenti “Dual IS 2” compatibili.

Panasonic lo aveva già preannunciato in fase di sviluppo, la Lumix S1H è la prima fotocamera al mondo in grado di registrare video in 6K/24p (rapporto d’aspetto 3:2), 5.9K/30p (rapporto d’aspetto 16:9) e 10 bit 60p 4K/C4K. Sono anche disponibili le modalità HDR (High Dynamic Range) in HLG (Hybrid Log Gamma), 4:2:2 a 10 bit tramite uscita HDMI e anamorfica 4:3 insieme a un’ampia serie di strumenti pratici per le riprese cinematografiche, ad esempio spie tally, un monitor della forma d’onda e una funzione V-Log View Assist.

La sensibilità Dual Native ISO è una delle funzionalità peculiari di Lumix S1H, discendendo direttamente dalla gamma VariCam in cui è stata introdotta per la prima volta. Questa particolare tecnologia si basa su un processo che consente di estrapolare un maggior numero di informazioni dal sensore senza degradazione dell’immagine. In questo modo la fotocamera può passare da una sensibilità standard a una elevata, riuscendo a contenere l’incremento del rumore e la presenza di artefatti. Questa tecnologia Dual Native ISO può essere commutata manualmente tra BASSA (ISO 640-5000) e ALTA (ISO 4000-51200).

Degna di menzione è anche la possibilità di operare in VFR (Variable Frame Rate), per poter registrare video con overcranking/undercranking in C4K/4K (60 fps, max 2,5 volte più lento in 24p) e FHD (180 fps, max 7,5 volte più lento in 24p). Il frame rate minimo per il video quick motion è 2 fps. Inoltre il video HFR (High Frame Rate) con audio è registrabile anche durante l’utilizzo della messa a fuoco automatica.

La nuova Panasonic Lumix DC-S1H fa anche uso delle funzionalità V-Log e V-Gamut delle telecamere professionali della linea VariCam della società giapponese e che permettono di catturare 14 stop di gamma dinamica.

Le dimensioni del corpo macchina sono maggiori rispetto al modello S1/S1R anche per via della presenza di un sistema elaborato per prevenire il surriscaldamento che prevede la presenza di una piccola ventola inserita tra il corpo e lo schermo posteriore. Quest’ultimo, completamente snodabile, è incarnato da touchscreen LDC da 2,33M di punti. Sulla spalla si trova un piccolo display che riproduce i dati di scatto/registrazione, mentre per quanto riguarda il mirino ritroviamo la stessa unità elettronica ad alta risoluzione già usata per S1/S1R.

Tra le porte di connessione troviamo minijack per cuffie, microfono, HDMI e presa di sincronizzazione per il timecode e per luci strobo. Le porte XLR possono essere aggiunte con un adattatore opzionale, che può inoltre registrare audio a 48 e 96 kHz. Presente infine uno slot dual SD, che supporta supporti V90 UHS-II.

La nuova Lumix DC-S1H sarà disponibile dalla fine di settembre ad un prezzo di 4000 dollari, per il solo corpo macchina. Panasonic ha inoltre annunciato due nuovi obiettivi: LUMIX S PRO 24-70 mm F2.8 (16 elementi in 8 gruppi) con innesto L-Mount caratterizzato da un doppio sistema di messa a fuoco lineare e passo-passo e tropicalizzazione per la resistenza a polvere e schizzi, e LEICA DG SUMMILUX 25 mm/F1.4 II ASPH (9 elementi in 7 gruppi) anch’esso tropicalizzato. Disponibili entrambi nel corso del mese di ottobre, saranno proposti rispettivamente a 2200 dollari e 699 dollari.

Panasonic HC X1

Panasonic HC-X1

Le videocamere Panasonic sono state sempre apprezzate da un gran numero di utenti, diversificati anche in base ai diversi campi di azione,  con il camcorder Panasonic HC-X1 il costruttore ha voluto riassumere in un unico oggetto la qualità di una reflex, l’innovazione di una mirrorless e la praticità di una telecamera. Il tutto accompagnato da un obiettivo Leica Dicomar 4K da 24 mm f2.8-F4.5 con zoom ottico 20X (24-480 mm) e diametro di 67 mm.

La Panasonic HC-X1 è fatta apposta per chi opera nel settore del reportage, del wedding e delle cerimonie in genere. Dove non si può sbagliare, non si può ripetere… e deve essere buona la prima! L’ergonomia regna sovrana, i tasti personalizzabili non mancano. Sono presenti, come da prassi per questa fascia di mercato, le due schede SD che permettono la registrazione simultanea (e con codec diversi). La stabilizzazione è a 5 assi Hybrid OIS ed è unita ad un sensore MOS da 1 pollice, e le tre ghiere separate e gli ingressi audio XLR sono elementi che concorrono tutti a formare una macchina anche visivamente di una certa importanza.

Il monitor delle Panasonic HC-X1 oltre ad essere estraibile, cosa che lo differenzia dai similari Sony e Canon semplicemente “basculabili”, ha un’interfaccia forse meno intuitiva rispetto ai concorrenti, ma sicuramente con tutte le informazioni tecniche che servono. È di tipo “touch-sensitive” ed è possibile selezionare inoltre l’opzione di risparmio energetico che spegne automaticamente lo stesso quando si avvicina l’occhio al mirino OLED da 0,99 cm (1.769.000 pixel). Forse troppo sensibile, visto che talvolta causa lo spegnimento anche quando si avvicina involontariamente la telecamera al corpo, impugnandola mediante la maniglia superiore.

La costruzione

Il battery-pack della Panasonic HC-X1 è da 5.900 mAh è di tipo “intelligente” permettendo di capire subito il livello di carica con un pulsante di check ed una scala a LED da 0 al 100% (utilissimo per il professionista che deve andare a colpo sicuro e non ha tempo da perdere). Il caricabatterie è a 2 posti ed assieme all’alimentare è sovradimensionato. La scatola del prodotto è obiettivamente grande; tutto è in controtendenza con le altre marche leader che mirano invece ad un contenimento degli ingombri dall’imballaggio agli accessori stessi.

Estratta dalla sua confezione la Panasonic HC-X1 colpisce ed attrae subito per l’obiettivo, non lo si può negare. Pur non essendo un’ottica intercambiabile l’impressione qualitativa è notevole ed è confermata con la prova sul campo. Non è solo una questione di nome, Leica è ovviamente un must nel campo fotografico, ma è proprio la qualità percepita a schermo, una volta scaricati i file, a confermarne le doti. Ma andiamo con ordine. Una volta inserita la batteria, accesa ed “indossata”, la Panasonic HC-X1 si rivela subito ben bilanciata. Non pesa poco: la casa dichiara circa 2 kg, ma si inizia a sentire a “mano libera” solo dopo una buona mezz’ora, beninteso con utilizzo non continuativo. Ricordo che proprio l’uso a “mano libera” sembra essere il suo naturale stato di azione.

Particolare degli ingressi audio-video protetti da uno sportello nella parte destra. Troviamo inoltre l’indispensabile uscita cuffia per monitorare l’audio ed il secondo “solitario” ingresso audio XLR. Questa disposizione nella parte finale della telecamera contribuisce a rendere più omogeneo il design stesso altrimenti troppo pronunciato verso la parte anteriore per via dell’ottica importante.

Lascia inizialmente perplessi la decisione di posizionare ben distanti tra loro gli ingressi audio XLR (uno al solito posto sulla maniglia ed uno posteriore alla camera stessa). Le ghiere per messa a fuoco, zoom ed iris sono separate e fluide, il massimo per divertirsi in manuale. Ed a proposito di manuale, questa volta ci siamo. L’effetto Bokeh, grazie sempre all’ottica di prim’ordine, è facilmente ottenibile, con grande gioia di chi magari deve ritrarre la sposa mentre è al trucco o nel momento in cui occorre concentrarsi sui dettagli di contorno.

Il totale del lato sinistro evidenzia, oltre ai controlli per i canali audio, i comandi per selezionare il fuoco in automatico o manuale, per attivare i filtri ND, gli slot per le schede di memoria, sempre protetti da una sportellino trasparente, il gain con un range che va da -3 a 24 dB ed i pulsanti che, oltre ad essere “customizzabili”, permettono il settaggio dei diversi parametri caratterizzanti un utilizzo più maturo e professionale della telecamera, diversificandolo di fatto dal semplice “run-and-gun” quando si ricercano risultati più cinematografici magari per un corto o un’intervista da studio.

Lo sfuocato della Panasonic HC-X1 è gradevole proprio grazie alla profondità di campo che il gruppo ottico permette, anche grazie all’iride a diaframma a 9 lamelle. Inoltre il grandangolo da 24 mm, il più ampio testato finora, permette di avere tutto in campo senza troppe acrobazie e lo zoom ottico da 20X con i 4 gruppi di lenti, lavorando in perfetta sinergia, non fanno rimpiangere i corpi separati, anzi, è proprio questa una caratteristica vincente. L’autofo-cus è veloce, è pensato per il 4K, ed utilizza la tecnologia Micro-Drive. Riprendere e tenere a fuoco da una spiaggia uno sportivo che pratica il windsurf non è affatto difficile anche con lo zoom in posizione tele. Inoltre, e qui entriamo in un lato veramente tecnico che non ti aspetti di trovare per un camcorder pensato per molti, è possibile personalizzare l’AF addirittura parametrizzando velocità, sensibilità ed area di tracciamento.

Magari non tutti lo utilizzeranno, ma per chi come il sottoscritto ha una passione viscerale per la tecnologia, sapere che è possibile farlo regala un certo grado di soddisfazione intrinseca, difficile da spiegare.

Passiamo ora alla stabilizzazione, egregia se riprendiamo in FullHD. Abbiamo veramente la possibilità di stabilizzare la nostra ripresa con un sistema O.I.S. ibrido a 5 assi che abbina una stabilizzazione elettronica alla stabilizzazione ottica. È vero, alcuni puristi avrebbero certamente da ridire sentendo parlare di stabilizzazione elettronica, ma quante volte poi ci siamo trovati in post-produzione a correggere via software una ripresa un po’ troppo “mossa”? Veniamo ora al piatto forte: i codec ed il framerate.

Abbiamo la possibilità di scegliere tra MOV, MP4 ed AVCHD. È possibile scegliere se registrare a 50 o 60 Hz (per la precisione 59,94 Hz) e naturalmente in vari sottomultipli di fotogrammi al secondo per ogni frequenza. La cosa non è da sottovalutare se ad esempio vogliamo programmare per tempo di adattarci a riprese fatte con altre telecamere, come alcune action-cam capaci solo di frequenze pari a 30 fps, ne giova molto il flusso di lavoro in post-produzione. È possibile poi scegliere con cura gli fps necessari.

Una splendida vista dall’alto della Panasonic HC-X1 che mette in evidenza il generoso obiettivo Leica Dicomar 4K da 24 mm equivalente e la maniglia che funge sia da supporto per l’impugnatura, con i suoi pulsanti zoom e Rec (quest’ultimo protetto da una copertura trasparente contro azionamenti involontari), che come portaccessori ben più “attrezzabile” rispetto alla concorrenza.

Per la scelta del codec la diatriba è aperta con sostenitori da una parte e dall’altra in difesa dell’AVCHD o dell’MP4. È comunque importante far notare che questa è una delle poche telecamere capaci di registrare in MP4 nella risoluzione UHD (3.840×2.160) a 59,94 fps o 50 fps con una media di addirittura 150 Mbps (VBR).

La cosa è utilissima in caso di slow-motion in fase di editing a cui possiamo aggiungere, proprio perché stiamo filmando in UHD, la possibilità di “croppare” l’immagine in FHD senza perdita di dettaglio, se il nostro prodotto finale sarà in FHD ed a 25 fps, e realizzare, di conseguenza, movimenti di “pan” virtuale o primi piani su una ulteriore traccia proprio per rendere più dinamico il montaggio stesso, dando l’illusione di utilizzare due telecamere quando in realtà è solo una; piccoli trucchi di grande resa.

Personalmente è risultata veramente entusiasmante la ripresa in MP4 in FHD (1.920×1.080) a 50 fps con una media di 100 Mbps (VBR). L’immagine è risultata ottimamente rifinita, dettagliata e con colori fedeli alla realtà, se poi ci associamo il grandangolo a corredo è difficile non restare soddisfatti del risultato. Da non tralasciare per i più rigorosi anche la capacità di filmare nel vero 4K (4.096×2.160) a 24 fps con una media di 100 Mbps (VBR)… da cinema!

Il peso della Panasonic HC-X1 è attorno ai 2 kg ed il corretto bilanciamento rendono l’apparecchio poco affaticante nell’uso senza supporto. La notevole escursione dello zoom non fa rimpiangere le ottiche intercambiabili.

Per la parte audio abbiamo a disposizione un microfono stereo integrato ed i già elencati ingressi XLR a 3 poli. Non è previsto in dotazione, al pari delle dirette concorrenti, un microfono dedicato agli ingressi XLR. È prevista un’uscita video su HDMI con audio LPCM. È presente uno speaker da 2 mm di diametro ed una presa jack mini da 3,5 mm di diametro. Ma qui rientriamo, di fatto, nella normale dotazione di una telecamera di questo livello.

Grazie anche a questi ottimi dettagli tecnici, quello che si avverte tenendola in mano è proprio un senso di completezza strumentale che ci permette di essere pronti a tuffarci in qualsiasi progetto. Rimane solo una lieve sensazione di eccessiva “plasticosità” del corpo macchina proprio in senso fisico, tattile, che, ad onor del vero, è meno evidente in marche simili come Canon o Sony di pari livello. È migliorata anche molto la capacità di filmare alle basse luci rispetto ai modelli precedenti Panasonic ma vi è ancora una certa differenza con quei mostri del settore professionale. Naturalmente siamo su due piani completamente diversi, ma per un camcorder che vuole essere un summit delle principali tendenze del momento ogni dettaglio tecnologico è importante.

Conclusioni

Gli elementi più graditi del Panasonic HC-X1 sono proprio quelli distintivi di un camcorder: la praticità/sicurezza e la qualità finale dell’immagine. Su questo nulla da ridire ed onore alla Panasonic che è riuscita a proporre ad un prezzo inferiore alle dirette concorrenti Sony e Canon una vera prosumer veramente di qualità.

panasonic-gh5_XL

Panasonic DMC-GH5

Panasonic DMC-GH5: eccellente qualità delle immagini grazie al sensore MOS Digital Live. La registrazione video 4K/60P è una novità a livello mondiale. Ioltre la modalità 6K PHOTO permette di fotografare senza tentennamenti.

Sensore MOS Digital Live a 20,3 Megapixel

Il sensore MOS Digital Live a 20,3 megapixel garantisce la massima qualità di immagini. Oltre a rimuovere il filtro passa basso dal sensore la qualità della tua foto sarà senza eguali grazie alla tecnologia HDR (High Dynamic Range).

Sistema di compensazione intelligente DUAL I.S. 2

Il sistema di compensazione intelligente DUAL I.S. 2 (stabilizzatore d’immagine) 2* a 5 assi, che permette di raddoppiare cinque volte la durata dell’esposizione, consentendoti così di utilizzare una velocità dell’otturatore più lenta di 5 stop anche con il teleobiettivo

Funzione di registrazione video interna 4k 4:2:2 a 10 bit

La rivoluzionaria funzione di registrazione video interna 4k 4:2:2 a 10 bit permette di riprodurre ogni minimo dettaglio senza formare bande come spesso avviene con el fotocamere a 8 bit.

Inoltre puoi registrare video 4:2:2 a 10 bit sulla scheda SD e al tempo stesso inviare il segnale in tempo reale tramite porta HDMI-FUll Size connessa a un monitor o a un registratore esterno.

Design resistente agli schizzi, alla polvere e alle basse temperature

La Lumix GH5 è progettata per resitere alle temperature fino a -10°, agli schizzi e alla povlere grazie alle guarnizioni applicate a ogni giunto.