Rank-Math-SEO-Plugin-review

Rank Math SEO

Il primo approccio a Rank Math non è stato dei più felici. Convinto dai numerosi commenti di utenti entusiasti, ho deciso di fare una prova su due siti differenti. Da un lato un sito novello, nato da pochissimo e privo di tutti gli impicci possibili. Dall’altro un sito che è online da svariati anni e con cui ho pasticciato diverse volte.

LE DIFFERENZE E LE INNOVAZIONI

L’installazione di Rank Math è andata in tutti e due i casi a buon fine. All’inizio sono rimasto elettrizzato da tutti i vantaggi di questo plugin che promette di togliere fan a Yoast. Con un unico pannello puoi infatti controllare i redirect, aggiungere schema type, controllare i 404 e molto altro ancora. Uno dei dettagli che la versione free permette è di inserire più parole chiave, senza dover passare per forza alla versione Premium (come invece obbliga a fare Yoast).

Andando più nel profondo di Rank Math, scopriamo che i type di schema.org messi a disposizione sono davvero tantissimi. Ben 32 contro le due specifiche generiche pensate dal suo avversario numero 1. Tanti punti in più per aver pensato ad ogni possibile sito e cliente, spesso alla ricerca di uno schema che difficilmente riuscirà a implemetare con le sue sole forze. In più hai la possibilità di disattivare una voce del famoso snippet che ti regala un verde se hai fatto tutto bene (più o meno) oppure un rosso se non sei riuscito a seguire tutti i consigli.

Forse ti chiedi perché lo staff di Rank Math abbia messo a nostra disposizione una possibilità del genere. Il motivo è presto detto: i falsi positivi. Ovvero tutti quei pallini rossi che si attivano anche quando in realtà hai seguito ogni punto passo passo. Per esempio nel caso di Table of Contents, che ti permette di inserire un sommario all’interno del tuo testo. E che il plugin non riconosce.

C’È SEMPRE UN MA, A VOLTE DUE

Mi rendo conto che finora sembra tutto più positivo del dovuto. Senza nulla togliere agli sviluppatori di Rank Math, per ogni plugin esiste sempre un lato oscuro. La verità è che ci sono così tanti aggiornamenti di WordPress e plugin con cui interagire che è davvero difficile accontentare tutti. Detto questo, vediamo la nota dolente. Dopo un mese di test, mi accorgo di un problema non indifferente. Il menù del sito storico non funzionava più come prima! Bel guaio? Solo la punta di un iceberg. Andando un po’ più a fondo, scopro che in realtà lo strip base, ovvero la possibilità di nascondere /category/ dalla url delle categorie, non va per niente. E nemmeno il redirect interno del plugin! Nessun errore 404 nel compenso, anche se da search console me ne risultano parecchi.

Contatto quindi il team di supporto, che dopo otto ore fa capolino e mi chiede di spiegare meglio il mio problema. Una volta fatto, la seconda risposta suggerisce di controllare le Faq dedicate ai problemi di redirect e verificare che sia tutto okay. Completato anche questo passaggio, un altro programmatore mi chiede di poter avere l’accesso al pannello del mio sito. In quest’occasione spiego anche di aver dovuto disinstallare Rank Math, ricreare il menu con url personalizzato (cancellando quindi la categoria) e di aver tamponato il problema in superficie.

PROBLEMI RISCONTRATI

Nonostante la scorciatoia, mi rimangono infatti da risolvere i fastidi precedenti: accedendo all’url di categoria vengo “spostato” verso un articolo della stessa sezione. Senza che però sia previsto un redirect di questo tipo. La stessa situazione si presenta inoltre per ben due voci di categoria e mi è difficile comprenderne il motivo. In attesa di risposta, disattivo Rank Math e installo da capo Redirection. Purtroppo però non cambia nulla. Anche se non attivo, è come se il plugin continui a vedere una regola che lo spinge a mantenere questi insoliti cambiamenti.

Finalmente mi rispondono: un tecnico crede di aver compreso la soluzione. Il problema ai suoi occhi riguarda il fatto che il sito in questione sia un multisite, ovvero che sia in grado di gestire all’interno di un pannello di amministrazione più siti contemporaneamente. Che cosa cambia? Semplicemente che rispetto ad un sito “canonico”, quello in questione aggiunge anche /blog/ alle altre voci dell’url. Contento del suo lavoro, il tecnico riattiva Rank Math e mi dice che è tutto a posto. Salvo che non potrò rimuovere “category” dalla url e dovrò tenere tutto così.

Stufo di non essere ascoltato (avevo avvisato del multisite, chiesto di non riattivare Rank Math senza una soluzione utile e molto altro ancora), decido di agire per conto mio. Provo a togliere quindi il “category” tramite htaccess, ma non ha effetto. Provo anche il trucchetto di modificare la base dal permalink, ma nulla. Risultato? Disinstallo Rank Math e con le orecchie basse ritorno a Yoast.

RANK MATH: PRO E CONTRO

Riepilogando, rivediamo insieme quali sono i vantaggi del plugin e che cosa invece non va davvero.

Pro

  • Diversi schema type
  • Redirect interno
  • Controllo dei 404
  • Importazione impostazioni altri plugin con funzioni simili
  • 5 keyword gestibili
  • Velocità

Contro

  • Schema Article generico e inadatto ai siti news
  • Frequenti errori 404
  • Problema nella gestione dei redirect
  • Risposte supprto generiche
  • Non compatibile con i multisite

CONCLUSIONI

La mia disavventura è finita e devo accettare ancora una volta che Yoast per il momento e per i requisiti che possono servire ad un utente basic non ha rivali. Rank Math è innovativo, offre molte funzionalità ed è senza dubbio affascinante. A meno che non ti capitino degli errori e come potrai notare dal forum di supporto, non è così raro. Ho risolto i miei problemi? All’istante. Purtroppo metà dello staff con cui ho interagito non si è rivelato all’altezza delle aspettative ed ha preferito rifilarmi risposte preconfezionate. L’altra metà invece ha cercato seppur con lentezza di comprendere il problema prima di fare qualsiasi modifica.

AGGIORNAMENTO – Un mese dopo la disinstallazione di Rank Math pensavo di poter dormire sonni tranquilli. E invece no! Controllando una delle pagine del sito, mi sono accorto che il plugin continuava a gestire i campi personalizzati. Niente di particolare, visto che fra le sue funzionalità troviamo proprio l’aggiunta dei custom fields per una migliore implementazione. Premetto anche che non è così semplice trovare una risposta nella repository dello sviluppatore, nonostante il suo indubbio supporto. Trovata la soluzione, ho dovuto aggiungere qualche riga di codice nel file functions.php, installare di nuovo Rank Math e attivarlo ed infine disattivarlo e disinstallarlo un’altra volta. Odissea finita? Staremo a vedere.

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Perché aggiornare WordPress

Con ognuna delle nuove release, vengono aggiustati dei bugs, si aggiungono nuove proprietà, migliorano le performance per stare aggiornati con i nuovi standard del settore.
Quindi in altre parole, quando non aggiorni il tuo sito wordpress, metti a rischio la sicurezza del tuo sito web e stai perdendoti delle nuove caratteristiche del sistema.

1 Aggiornare WordPress – Sicurezza

La Sicurezza è diffusamente la ragione più importante per aggiornare un Sito WordPress.
WordPress al momento è il Software usato per gestire il 23% del numero Globale di tutti i siti web Mondiali. A causa della sua immensa popolarità, gli Hacker lo trovano un buon Bersaglio per i loro attacchi.

Mercato del CMS

Dato che WordPress è un programma distribuito gratuitamente, chiunque può scaricare il programma e studiare il Suo codice e migliorarlo. Comunque questo significa che anche gli hackers possono scaricarlo e studiare nuovi modi per infilarsi al suo interno.
Ora, la parte buona di tutto questo esiste, ed è che non tutti gli Hackers sono cattivi. Ci sono molti più Hacker buoni che cattivi, il che significa che gli esperti di sicurezza di tutto il mondo possono studiare il codice e riportare errori e aggiustamenti per esso.
Ogni volta che viene segnalata una Vulnerabilità di WordPress o un Bug, il team di sicurezza lavora per aggiustarla, dopo qualche tempo viene rilasciato un aggiornamento che aggiusta errori e exploit e il tuo sito WordPress torna ad essere blindato dopo l’aggiornamento.
Questo significa che se non stai usando l’ultima versione di WordPress, stai usando una versione di WordPress di cui si conoscono le vulnerabilità. Gli Hacker possono cercare siti WordPress con versioni non aggiornate di WordPress e potresti rimanere vittima di attacchi.
Non solo WordPress in se, ma anche i plugin, possono essere attaccati. Devi quindi fare in modo che tutto il tuo WordPress sia aggiornato, Tema, plugin, e Sistema WordPress centrale.

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2 Aggiornare WordPress – Nuove Funzionalità

Ogni grande aggiornamento di WordPress arriva con grandi cambiamenti al software. Per esempio, WordPress 4.0 con una nuova esperienza di installazione dei plugin, la versione 4.1 con la possibilità di modificare immagini all’interno della pagina, e la 4.2 con una più veloce modalità di aggiornamento dei plugin.
Ora se tu stessi usando una versione più vecchia di WordPress, quindi la tua esperienza nell’uso del tuo sito WordPress potrebbe essere molto differente da quella di una persona che usa le ultime versioni.
Avresti inoltre difficoltà a trovare aiuto online perché usi una versione non aggiornata, infatti chiunque vorrà aiutarti darà per scontato che usi l’ultima versione di WordPress come base di partenza.

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3 Aggiornare WordPress – Velocità

Ogni nuova versione di WordPress migliora le performance di WordPress e del tuo sito di conseguenza.
Gli sviluppatori WordPress tentano continuamente di renderlo più veloce. Ogni nuova versione arriva con svariati aggiornamenti, che rendono WordPress più veloce e efficiente.
Per esempio la 4.2 ha migliorato le performance dei Javascript per la navigazione del menù. La 4.1 ha migliorato delle Query complesse che aiutano a rendere il sito WordPress più performante quando si usano quelle query.
Dato che la velocità è un grandissimo fattore SEO, dovresti decisamente tenere il tuo WordPress aggiornato per assicurare le massime performance al tuo sito.

4 Aggiornare WordPress – Aggiustamento Bug

Le vecchie versioni di WordPress possono avere dei Bugs.
A dispetto della rigorosa fase di test che subiscono i più importanti aggiornamenti che vengono rilasciati, a volte qualche bug si potrebbe annidare tra le pieghe del programma. Per questo ci sono dei minori aggiornamenti di WordPress che di tanto in tanto vengono rilasciati(quelli che generalmente hanno tre punti nella dicitura, es. X.X.X) per aggiustare queste piccole inezie(che spesso nemmeno chi usa il software recepisce visivamente).

5 Aggiornare WordPress – Compatibilità (o NON)

Spesso gli sviluppatori di Plugin e di Temi WordPress coordinano i loro aggiornamenti con i maggiori aggiornamenti del Software WordPress, per essere sicuri di trarre vantaggio da tutte le nuove caratteristiche che vengono rilasciate.
Comunque a volte può succedere che un aggiornamento rompa le funzionalità di un plugin, se questo non avesse seguito le procedure migliori di aggiornamento, per questo è cruciale mantenere sempre dei back up del proprio sito WordPress.
Per riassumere tutto, il lato negativo di aggiornare WordPress è che in alcuni rari casi gli aggiornamenti possono rendere temporaneamente inutilizzabile il tuo sito, ma allo stesso tempo sai che aggiornando accedi a tante cose gratis:

  • Migliore Sicurezza;
  • Bellissime nuove caratteristiche;
  • Maggiore Velocità;
  • Risoluzione di Bug.