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Panasonic DC-S1H: arriva la mirrorless con registrazione 6K

Panasonic ha presentato la nuova Lumix DC-S1H, una mirrorless full-frame con una particolare inclinazione verso la produzione video: nella lunga lista delle caratteristiche tecniche spicca infatti la capacità di registrare in risoluzione 6K e per un tempo illimitato, rendendola quindi un potente strumento nelle mani dei videomaker.

La nuova full-frame ha un sensore da 24 megapixel che dovrebbe essere identico a quella della DC-S1, con l’aggiunta di un filtro anti-aliasing per ridurre l’effetto moiré. E’ presente un sistema IBIS che può ridurre il mosso fino a 6,5 stop (secondo le dichiarazioni di Panasonic) nel caso si utilizzino lenti “Dual IS 2” compatibili.

Panasonic lo aveva già preannunciato in fase di sviluppo, la Lumix S1H è la prima fotocamera al mondo in grado di registrare video in 6K/24p (rapporto d’aspetto 3:2), 5.9K/30p (rapporto d’aspetto 16:9) e 10 bit 60p 4K/C4K. Sono anche disponibili le modalità HDR (High Dynamic Range) in HLG (Hybrid Log Gamma), 4:2:2 a 10 bit tramite uscita HDMI e anamorfica 4:3 insieme a un’ampia serie di strumenti pratici per le riprese cinematografiche, ad esempio spie tally, un monitor della forma d’onda e una funzione V-Log View Assist.

La sensibilità Dual Native ISO è una delle funzionalità peculiari di Lumix S1H, discendendo direttamente dalla gamma VariCam in cui è stata introdotta per la prima volta. Questa particolare tecnologia si basa su un processo che consente di estrapolare un maggior numero di informazioni dal sensore senza degradazione dell’immagine. In questo modo la fotocamera può passare da una sensibilità standard a una elevata, riuscendo a contenere l’incremento del rumore e la presenza di artefatti. Questa tecnologia Dual Native ISO può essere commutata manualmente tra BASSA (ISO 640-5000) e ALTA (ISO 4000-51200).

Degna di menzione è anche la possibilità di operare in VFR (Variable Frame Rate), per poter registrare video con overcranking/undercranking in C4K/4K (60 fps, max 2,5 volte più lento in 24p) e FHD (180 fps, max 7,5 volte più lento in 24p). Il frame rate minimo per il video quick motion è 2 fps. Inoltre il video HFR (High Frame Rate) con audio è registrabile anche durante l’utilizzo della messa a fuoco automatica.

La nuova Panasonic Lumix DC-S1H fa anche uso delle funzionalità V-Log e V-Gamut delle telecamere professionali della linea VariCam della società giapponese e che permettono di catturare 14 stop di gamma dinamica.

Le dimensioni del corpo macchina sono maggiori rispetto al modello S1/S1R anche per via della presenza di un sistema elaborato per prevenire il surriscaldamento che prevede la presenza di una piccola ventola inserita tra il corpo e lo schermo posteriore. Quest’ultimo, completamente snodabile, è incarnato da touchscreen LDC da 2,33M di punti. Sulla spalla si trova un piccolo display che riproduce i dati di scatto/registrazione, mentre per quanto riguarda il mirino ritroviamo la stessa unità elettronica ad alta risoluzione già usata per S1/S1R.

Tra le porte di connessione troviamo minijack per cuffie, microfono, HDMI e presa di sincronizzazione per il timecode e per luci strobo. Le porte XLR possono essere aggiunte con un adattatore opzionale, che può inoltre registrare audio a 48 e 96 kHz. Presente infine uno slot dual SD, che supporta supporti V90 UHS-II.

La nuova Lumix DC-S1H sarà disponibile dalla fine di settembre ad un prezzo di 4000 dollari, per il solo corpo macchina. Panasonic ha inoltre annunciato due nuovi obiettivi: LUMIX S PRO 24-70 mm F2.8 (16 elementi in 8 gruppi) con innesto L-Mount caratterizzato da un doppio sistema di messa a fuoco lineare e passo-passo e tropicalizzazione per la resistenza a polvere e schizzi, e LEICA DG SUMMILUX 25 mm/F1.4 II ASPH (9 elementi in 7 gruppi) anch’esso tropicalizzato. Disponibili entrambi nel corso del mese di ottobre, saranno proposti rispettivamente a 2200 dollari e 699 dollari.

Panasonic HC X1

Panasonic HC-X1

Le videocamere Panasonic sono state sempre apprezzate da un gran numero di utenti, diversificati anche in base ai diversi campi di azione,  con il camcorder Panasonic HC-X1 il costruttore ha voluto riassumere in un unico oggetto la qualità di una reflex, l’innovazione di una mirrorless e la praticità di una telecamera. Il tutto accompagnato da un obiettivo Leica Dicomar 4K da 24 mm f2.8-F4.5 con zoom ottico 20X (24-480 mm) e diametro di 67 mm.

La Panasonic HC-X1 è fatta apposta per chi opera nel settore del reportage, del wedding e delle cerimonie in genere. Dove non si può sbagliare, non si può ripetere… e deve essere buona la prima! L’ergonomia regna sovrana, i tasti personalizzabili non mancano. Sono presenti, come da prassi per questa fascia di mercato, le due schede SD che permettono la registrazione simultanea (e con codec diversi). La stabilizzazione è a 5 assi Hybrid OIS ed è unita ad un sensore MOS da 1 pollice, e le tre ghiere separate e gli ingressi audio XLR sono elementi che concorrono tutti a formare una macchina anche visivamente di una certa importanza.

Il monitor delle Panasonic HC-X1 oltre ad essere estraibile, cosa che lo differenzia dai similari Sony e Canon semplicemente “basculabili”, ha un’interfaccia forse meno intuitiva rispetto ai concorrenti, ma sicuramente con tutte le informazioni tecniche che servono. È di tipo “touch-sensitive” ed è possibile selezionare inoltre l’opzione di risparmio energetico che spegne automaticamente lo stesso quando si avvicina l’occhio al mirino OLED da 0,99 cm (1.769.000 pixel). Forse troppo sensibile, visto che talvolta causa lo spegnimento anche quando si avvicina involontariamente la telecamera al corpo, impugnandola mediante la maniglia superiore.

La costruzione

Il battery-pack della Panasonic HC-X1 è da 5.900 mAh è di tipo “intelligente” permettendo di capire subito il livello di carica con un pulsante di check ed una scala a LED da 0 al 100% (utilissimo per il professionista che deve andare a colpo sicuro e non ha tempo da perdere). Il caricabatterie è a 2 posti ed assieme all’alimentare è sovradimensionato. La scatola del prodotto è obiettivamente grande; tutto è in controtendenza con le altre marche leader che mirano invece ad un contenimento degli ingombri dall’imballaggio agli accessori stessi.

Estratta dalla sua confezione la Panasonic HC-X1 colpisce ed attrae subito per l’obiettivo, non lo si può negare. Pur non essendo un’ottica intercambiabile l’impressione qualitativa è notevole ed è confermata con la prova sul campo. Non è solo una questione di nome, Leica è ovviamente un must nel campo fotografico, ma è proprio la qualità percepita a schermo, una volta scaricati i file, a confermarne le doti. Ma andiamo con ordine. Una volta inserita la batteria, accesa ed “indossata”, la Panasonic HC-X1 si rivela subito ben bilanciata. Non pesa poco: la casa dichiara circa 2 kg, ma si inizia a sentire a “mano libera” solo dopo una buona mezz’ora, beninteso con utilizzo non continuativo. Ricordo che proprio l’uso a “mano libera” sembra essere il suo naturale stato di azione.

Particolare degli ingressi audio-video protetti da uno sportello nella parte destra. Troviamo inoltre l’indispensabile uscita cuffia per monitorare l’audio ed il secondo “solitario” ingresso audio XLR. Questa disposizione nella parte finale della telecamera contribuisce a rendere più omogeneo il design stesso altrimenti troppo pronunciato verso la parte anteriore per via dell’ottica importante.

Lascia inizialmente perplessi la decisione di posizionare ben distanti tra loro gli ingressi audio XLR (uno al solito posto sulla maniglia ed uno posteriore alla camera stessa). Le ghiere per messa a fuoco, zoom ed iris sono separate e fluide, il massimo per divertirsi in manuale. Ed a proposito di manuale, questa volta ci siamo. L’effetto Bokeh, grazie sempre all’ottica di prim’ordine, è facilmente ottenibile, con grande gioia di chi magari deve ritrarre la sposa mentre è al trucco o nel momento in cui occorre concentrarsi sui dettagli di contorno.

Il totale del lato sinistro evidenzia, oltre ai controlli per i canali audio, i comandi per selezionare il fuoco in automatico o manuale, per attivare i filtri ND, gli slot per le schede di memoria, sempre protetti da una sportellino trasparente, il gain con un range che va da -3 a 24 dB ed i pulsanti che, oltre ad essere “customizzabili”, permettono il settaggio dei diversi parametri caratterizzanti un utilizzo più maturo e professionale della telecamera, diversificandolo di fatto dal semplice “run-and-gun” quando si ricercano risultati più cinematografici magari per un corto o un’intervista da studio.

Lo sfuocato della Panasonic HC-X1 è gradevole proprio grazie alla profondità di campo che il gruppo ottico permette, anche grazie all’iride a diaframma a 9 lamelle. Inoltre il grandangolo da 24 mm, il più ampio testato finora, permette di avere tutto in campo senza troppe acrobazie e lo zoom ottico da 20X con i 4 gruppi di lenti, lavorando in perfetta sinergia, non fanno rimpiangere i corpi separati, anzi, è proprio questa una caratteristica vincente. L’autofo-cus è veloce, è pensato per il 4K, ed utilizza la tecnologia Micro-Drive. Riprendere e tenere a fuoco da una spiaggia uno sportivo che pratica il windsurf non è affatto difficile anche con lo zoom in posizione tele. Inoltre, e qui entriamo in un lato veramente tecnico che non ti aspetti di trovare per un camcorder pensato per molti, è possibile personalizzare l’AF addirittura parametrizzando velocità, sensibilità ed area di tracciamento.

Magari non tutti lo utilizzeranno, ma per chi come il sottoscritto ha una passione viscerale per la tecnologia, sapere che è possibile farlo regala un certo grado di soddisfazione intrinseca, difficile da spiegare.

Passiamo ora alla stabilizzazione, egregia se riprendiamo in FullHD. Abbiamo veramente la possibilità di stabilizzare la nostra ripresa con un sistema O.I.S. ibrido a 5 assi che abbina una stabilizzazione elettronica alla stabilizzazione ottica. È vero, alcuni puristi avrebbero certamente da ridire sentendo parlare di stabilizzazione elettronica, ma quante volte poi ci siamo trovati in post-produzione a correggere via software una ripresa un po’ troppo “mossa”? Veniamo ora al piatto forte: i codec ed il framerate.

Abbiamo la possibilità di scegliere tra MOV, MP4 ed AVCHD. È possibile scegliere se registrare a 50 o 60 Hz (per la precisione 59,94 Hz) e naturalmente in vari sottomultipli di fotogrammi al secondo per ogni frequenza. La cosa non è da sottovalutare se ad esempio vogliamo programmare per tempo di adattarci a riprese fatte con altre telecamere, come alcune action-cam capaci solo di frequenze pari a 30 fps, ne giova molto il flusso di lavoro in post-produzione. È possibile poi scegliere con cura gli fps necessari.

Una splendida vista dall’alto della Panasonic HC-X1 che mette in evidenza il generoso obiettivo Leica Dicomar 4K da 24 mm equivalente e la maniglia che funge sia da supporto per l’impugnatura, con i suoi pulsanti zoom e Rec (quest’ultimo protetto da una copertura trasparente contro azionamenti involontari), che come portaccessori ben più “attrezzabile” rispetto alla concorrenza.

Per la scelta del codec la diatriba è aperta con sostenitori da una parte e dall’altra in difesa dell’AVCHD o dell’MP4. È comunque importante far notare che questa è una delle poche telecamere capaci di registrare in MP4 nella risoluzione UHD (3.840×2.160) a 59,94 fps o 50 fps con una media di addirittura 150 Mbps (VBR).

La cosa è utilissima in caso di slow-motion in fase di editing a cui possiamo aggiungere, proprio perché stiamo filmando in UHD, la possibilità di “croppare” l’immagine in FHD senza perdita di dettaglio, se il nostro prodotto finale sarà in FHD ed a 25 fps, e realizzare, di conseguenza, movimenti di “pan” virtuale o primi piani su una ulteriore traccia proprio per rendere più dinamico il montaggio stesso, dando l’illusione di utilizzare due telecamere quando in realtà è solo una; piccoli trucchi di grande resa.

Personalmente è risultata veramente entusiasmante la ripresa in MP4 in FHD (1.920×1.080) a 50 fps con una media di 100 Mbps (VBR). L’immagine è risultata ottimamente rifinita, dettagliata e con colori fedeli alla realtà, se poi ci associamo il grandangolo a corredo è difficile non restare soddisfatti del risultato. Da non tralasciare per i più rigorosi anche la capacità di filmare nel vero 4K (4.096×2.160) a 24 fps con una media di 100 Mbps (VBR)… da cinema!

Il peso della Panasonic HC-X1 è attorno ai 2 kg ed il corretto bilanciamento rendono l’apparecchio poco affaticante nell’uso senza supporto. La notevole escursione dello zoom non fa rimpiangere le ottiche intercambiabili.

Per la parte audio abbiamo a disposizione un microfono stereo integrato ed i già elencati ingressi XLR a 3 poli. Non è previsto in dotazione, al pari delle dirette concorrenti, un microfono dedicato agli ingressi XLR. È prevista un’uscita video su HDMI con audio LPCM. È presente uno speaker da 2 mm di diametro ed una presa jack mini da 3,5 mm di diametro. Ma qui rientriamo, di fatto, nella normale dotazione di una telecamera di questo livello.

Grazie anche a questi ottimi dettagli tecnici, quello che si avverte tenendola in mano è proprio un senso di completezza strumentale che ci permette di essere pronti a tuffarci in qualsiasi progetto. Rimane solo una lieve sensazione di eccessiva “plasticosità” del corpo macchina proprio in senso fisico, tattile, che, ad onor del vero, è meno evidente in marche simili come Canon o Sony di pari livello. È migliorata anche molto la capacità di filmare alle basse luci rispetto ai modelli precedenti Panasonic ma vi è ancora una certa differenza con quei mostri del settore professionale. Naturalmente siamo su due piani completamente diversi, ma per un camcorder che vuole essere un summit delle principali tendenze del momento ogni dettaglio tecnologico è importante.

Conclusioni

Gli elementi più graditi del Panasonic HC-X1 sono proprio quelli distintivi di un camcorder: la praticità/sicurezza e la qualità finale dell’immagine. Su questo nulla da ridire ed onore alla Panasonic che è riuscita a proporre ad un prezzo inferiore alle dirette concorrenti Sony e Canon una vera prosumer veramente di qualità.

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Sony PXW-FS5

Grazie a un corpo leggero, puoi riprendere praticamente ovunque. Il funzionamento a mano è semplicemente eccezionale, dato che lo chassis bilanciato può essere configurato con semplicità ad angolazioni alte e basse, grazie all’impugnatura flessibile e rotante e al viewfinder LCD, che può essere montato in nove diverse posizioni. E come avviene spesso con i prodotti di Sony, per fornire un controllo completo sull’illuminazione nelle situazioni in rapido movimento, abbiamo inventato il primo filtro ND elettronico variabile per un camcorder Super 35 mm.

L’FS5 consente di aggiungere o rimuovere rapidamente i componenti come l’impugnatura e il viewfinder LCD senza strumenti speciali, mentre i fori per le viti da ¼” supportano il montaggio su un drone, un supporto gimbal o in una custodia subacquea.

Il sistema α-Mount di Sony offre una compatibilità insuperabile sia con le ottiche di Sony che di terzi. L’E-Mount della FS5 è compatibile con gli obiettivi cinematografici ed SLR grazie all’uso di un adattatore di terze parti, oltre che con le ottiche E-Mount e A-Mount di Sony, per semplificare al massimo l’utilizzo di ottiche nuove o acquistate precedentemente.

Grazie ai soli 427 g di peso, l’ottica SELP18105G è la compagna perfetta per l’FS5, offrendo immagini dalla qualità eccezionale e un Power Zoom 6x che può essere regolato con semplicità grazie alla leva dello zoom sull’impugnatura e sulla maniglia del camcorder. L’apertura massima costante di F4 va dai 18 mm ai 105 mm, con risoluzione e contrasto eccellenti su tutta la gamma.

La leva e la ghiera sul cilindro dell’ottica consentono di regolare liberamente la velocità dello zoom in base alle tue esigenze, senza rinunciare a una presa stabile e sicura.

4k Manuale a 100 Mbps

Quando la qualità è prioritaria, sfrutta appieno il sensore Exmor della FS5 Super 35 e riprendi in 4K a 100 Mbps (3840 x 2160), avvalendoti del sistema di registrazione XAVC avanzato (Long GOP) di Sony. Puoi scegliere di registrare in 4K a 60p/50p, 30p/25p, 24p RAW collegando il registratore RAW AXS-R5 con l’unità di interfaccia HXR-IFR5*.

Se invece ciò che cerchi è la rapidità, passa alle riprese Full HD (1920 x 1080) in formato XAVC fino a 60p 10 bit 4:2:2 a 50 Mbps. L’FS5 ha la flessibilità di adattarsi al modo in cui desideri lavorare, oggi come domani.

Slow motion a 240 fps

Le riprese in High Frame Rate possono trasformare l’azione di ogni giorno in una danza in slow motion, e l’FS5 è in grado di offrire l’incredibile frame rate di 240 fps in Full HD XAVC 10 bit 4:2:2. Se il progetto si avvale di un frame rate cinematografico di 24p, puoi utilizzare la bellissima funzione super slow motion 10x. Non è necessario scendere a compromessi in termini di bit di profondità e non si crea l’indesiderato effetto di “windowing” del sensore, pertanto non sono visibili ritagli né perdite nell’angolazione.